Trent’anni fa moriva John Lennon

John Lennon fotografato da Annie Leibovitz

30 ANNI MORTE JOHN LENNON – ”Ehi, mister Lennon! Sta per entrare nella storia”. Erano le 22.50 dell’8 dicembre di trent’anni fa quando Mark David Chapman esplose cinque colpi di pistola contro l’ex Beatle davanti al palazzo ”The Dakota” a Central Park. Lo aveva visto uscire quattro ore prima, gli aveva stretto la mano e chiesto l’autografo e poi al suo ritorno, insieme alla inseparabile Yoko Ono, lo aveva colpito senza pietà.

John Lennon fece in tempo a dire solo: ”Mi hanno sparato”, e alle 23.09 fu dichiarato morto al Roosevelt Hospital di New York. Chapman, ex tossicodipendente ossessionato dal ”Giovane Holden” (al momento dell’omicidio aveva con sé una copia del libro di J.D. Salinger), aveva ragione. La sua vittima sarebbe entrata nella leggenda, malgrado l’intenzione del killer, fervente cristiano, fosse quella di punirlo per il fatto di essersi professato ateo e ”più famoso di Gesù Cristo”, mentre lui continua a marcire in carcere e tre mesi fa si è visto rifiutare per la sesta volta la libertà vigilata.

In occasione della ricorrenza, Current Tv proporrà il documentario inglese “Io ho ucciso John Lennon”, in onda domani alle 20. Un racconto in prima persona dell’assassino in una serie di interviste che Chapman ha rilasciato in carcere al giornalista Jack Jones. Dalle registrazioni audio si ricostruiscono i dettagli dell’omicidio: dalla sua pianificazione fino alla scena del delitto, in quel giorno che cambiò la storia della musica pop.

A distanza di trent’anni, a Lennon è stato dedicato di tutto, dagli aeroporti, alle statue (una anche a Cuba inaugurata da Castro in persona), per non parlare di musei, rassegne, libri, concerti. E ancora oggi, ogni giorno, centinaia di turisti di tutto il mondo si fermano davanti al mosaico di Central Park, dedicato al cantante, a lasciare fiori e biglietti.

Fonte: Asca