I bambini e il telefono cellulare: studi evidenziano iperattività, disattenzione e nervosismo

I BAMBINI E IL TELEFONO CELLULARE – Secondo un recente studio della School of Public Health presso la University of California, Los Angeles, i bambini esposti a telefoni cellulari, prima e dopo la nascita hanno il 50% in più di probabilità di avere problemi emotivi o di comportamento all’età di 7 anni, rispetto ai bambini che non sono stati esposti ai telefoni. Gli studi realizzati erano in realtà due ma i risultati si sono dimostrati gli stessi, nel primo caso i bambini presi in esame erano 28.745, nel secondo addirittura 100.000. I dati messi a confronto sono il risultato di questionari compilati dalle madri, così come i test standard per problemi emotivi o di comportamento nei bambini, ma anche con iperattività, disattenzione e incapacità di andare d’accordo con gli altri bambini.

L’indagine chiedeva inoltre lo stile di vita dei genitori, la storia della famiglia e l’uso del telefono cellulare da parte di grandi e piccini. Il risultato lascia perplessi: le mamme che passano tutto il giorno a parlare al cellulare durante la gravidanza o nella prima infanzia, l’esempio riportato nella ricerca è durante il momento dell’allattamento, può non fornire sufficiente attenzione ai loro bambini, che può portare a episodi di sofferenza comportamentale.

Rispetto ai bambini senza esposizione a telefoni cellulari, in quelli esposti sia prima che dopo la nascita le probabilità di mostrare problemi di comportamento si sono alzate del 50%. I bambini esposti a telefoni cellulari nel grembo materno, ma non dopo la loro nascita, hanno mostrato un rischio del 40% . Infine i neonati non esposti a telefoni cellulari prima della nascita, ma che li utilizza all’età di sette anni, hanno dimostrato il 20% in più di probabilità di avere problemi di comportamento.

La ricerca è ovviamente ancora in corso e la causa effettiva è ancora tutta da dimostrare come nel caso delle famose radiazioni da cellulare che dovrebbero provocare problemi alla salute, ma mentre gli scienziati lavorano ai genitori non rimane che tenere i telefoni distanti dai bambini in attesa di news più confortanti.

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