Linea dura di Emma Bonino con l’Onu: necessità di una risoluzione per bandire le mutilazioni genitali femminili

MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI ONU – La vice presidente del Senato Emma Bonino è giunta a New York per un incontro con i delegati dell’Assemblea dell’Onu sul delicato tema delle mutilazioni femminili. Linea dura per la vice presidente che vorrebbe far approvare all’Onu una risoluzione per bandire le mutilazioni genitali femminili; una dura battaglia per via delle divisioni dei Paesi africani.
Assieme all’associazione radicale “Non c’è pace senza giustizia”, la Bonino aveva già sottoposto una bozza di risoluzione alla terza commissione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite riservata ai diritti umani, ma alcuni paesi dell’Africa si erano opposti rispondendo che la pratica delle mutilazioni non riguarda i diritti umani, ma bensì problemi di salute pubblica.
Se lo Zambia e altri paesi preferirebbero aprire il dibattito nel 2012, dopo un rapporto dell’Onu sulle mutilazioni, Costa d’Avorio, Guinea Conakry e Kenya, essendo dei paesi politicamente instabili, non sono riuscite a difendere il testo della risoluzione all’Onu.
Per questo, la Bonino vorrebbe aprire un “dibattito tematico” all’Assemblea Generale, nel corso del 2011, una procedura meno formale che potrebbe concludersi con l’approvazione di una risoluzione. In ogni caso sarà necessario per la Bonino, un blocco africano compatto e favorevole al testo.