Naomi Klein e Naomi Wolf in difesa di Julian Assange

Il fondatore di Wikileaks Julian Assange
WOLF E KLEIN, ACCUSE DI STUPRO CONTRO ASSANGE STRUMENTALI – Le due Naomi per Julian Assange: Naomi Klein e Naomi Wolf, due delle protagoniste del dibattito femminista in Occidente si sono schierate contro la Svezia che vuole estradare per stupro il capo di Wikileaks.

«Usano lo stupro nel caso Assange nello steso modo con cui usavano la libertà delle donne afghane per invadere l’Afghanistan», ha polemizzato via Twitter la canadese Klein.

Mentre la Wolf ha scritto sull’Huffington Post un saggio ironico per ringraziare l’Interpol di aver dato la caccia a Assange. Secondo l’autrice del “Mito della bellezza”, l’organizzazione internazionale di polizia che ha messo il capo di Wikileaks tra i suoi “most wanted” dovrebbe fare lo stesso con tutti gli uomini che si comportano come «stronzi narcisisti» con le donne con cui sono andati a letto. «Come femminista – scrive nel breve saggio al vetriolo – sono felice di osservare che le presunte vittime usano le armi della retorica femminista per placare il loro orgoglio ferito». E ancora: «Grazie Interpol: so che adesso aprirete una caccia all’uomo per il milione e 300 mila uomini su cui ho sentito personalmente le stesse lagnanze».

Non sono solo le nordamericane a nutrire dubbi sul caso Assange: sul Guardian Karin Axelsson di Women Against Rape si chiede se il fondatore di Wikileaks non sia vittima di un accanimento della magistratura rispetto ad altri casi di stupro più grave. In privato, scrive oggi il Guardian in un’inchiesta da Stoccolma, lo stesso Assange ha suggerito di essere diventato vittima di un sistema più severo che in altri paesi in materie di violenze sessuali: «Gli avvocati svedesi dicono che agli uomini serve il permesso scritto per andare a letto con una donna», riferisce il quotidiano britannico. Ovviamente uno scherzo, ma in Svezia, dove gli stupri sono quadruplicati negli ultimi 20 anni, se Assange fosse condannato per la casistica meno grave, rischierebbe comunque di passare fino a quattro anni dietro le sbarre. Quanto all’atteggiamento del capo di Wikileaks verso le donne, sempre secondo l’inchiesta del Guardian, non c’e dubbio che prima o poi lo avrebbe messo nei guai: «Lo avevo avvertito. Erano la sua debolezza», ha detto un amico dell’hacker che ha chiesto di restare anonimo: «Le donne reagivano come se fosse Mick Jagger. In molte lo hanno invitato nel loro letto e lui ne ha sempre approfittato».

Fonte: Ansa (di Alessandra Baldini)