Nba: Bargnani è da record ma è Gallinari a vincere il derby di New York

GALLINARI VINCE IL DERBY DI NEW YORK CONTRO BARGNANI – Andrea Bargnani da record, ma Danilo Gallinari vince ancora il derby. Il ‘magò segna 41 punti e firma uno strepitoso career-high, ma i suoi Toronto Raptors cadono per 113-100 sul parquet dei New York Knicks. La formazione della Grande Mela vince la terza sfida stagionale con i canadesi, centra il sesto successo consecutivo e il decimo nelle ultime 10 gare disputate. Numeri da incorniciare, come il bilancio stagionale (14-9), grazie ad un ottimo rendimento collettivo. Gallinari contribuisce con 20 punti (5/13 al tiro e 2/5 da 3 punti) e 9 rimbalzi, fermandosi ad un passo dalla doppia doppia. Amare Stoudamire (34 punti e 14 rimbalzi) dà vita ad un duello scintillante con Bargnani, confeziona l’ennesima prestazione maiuscola e, come ormai da abitudine, vola oltre quota 30 per la sesta volta di fila. Il numero 1 esplode nel quarto periodo, quando segna 18 punti. A completare il quadro, provvedono Ray Felton (28 punti e 11 assist), autore della tripla decisiva a 2«7 dalla fine, e la matricola Landry Fields (9 punti e 10 rimbalzi). A tutto questo, i Raptors (8-14) oppongono soprattutto Bargnani. Il lungo romano, titolare pIl ‘magò fa tutto e lo fa bene. Da leader, tiene i suoi a galla fino alla fine, realizzando la tripla che a 26« dallo scadere vale il provvisorio 100-100. »Sono andato spesso in post-basso, ho trovato un ottimo ritmo e sono anche riuscito a scaricare per i miei compagni. Abbiamo fatto un buon lavoro, abbiamo giocato come si deve, soprattutto in un campo storico come questo. Stoudamire è un grande giocatore, non c’è alcun dubbio su questo. Lo rispetto molto, affrontare giocatori di questo livello è divertente e consente sempre di migliorare«, dice Bargnani, che ripensa all’ultima disperata conclusione fallita. Dopo il miracolo di Felton, l’azzurro cerca invano di rispondere in extremis. L’ennesimo prodigio non riesce e la prestazione memorabile non basta per evitare il terzo passo falso di fila di Toronto e la terza sconfitta in altrettante sfide tricolori con Gallinari. »Avevo due secondi, ho fatto quello che ho potuto«, dice il romano. La sfida del Garden rischia di far passare in secondo piano l’ottima serata di Marco Belinelli. La guardia segna 22 punti nella netta vittoria casalinga dei New Orleans Hornets, che si impongono per 93-74 sui Detroit Pistonser 39’27», chiude con un eccellente 16/24 dal campo (2/3 da 3 punti), 7 rimbalzi, 6 assist e 2 recuperi. Belinelli, in campo per 27’26«, mette a referto un apprezzabile 8/12 al tiro (4/7 da 3 punti). New Orleans (14-7), alle prese con una complessa situazione societaria, non risente granchè delle voci relative al passaggio della franchigia sotto l’ombrello diretto della Nba. Brilla in particolare David West (25 punti), mentre Chris Paul segna poco (6 punti), ma distribuisce la solità quantità industriale di assist (14). Al di fuori del capitolo italiano, prosegue la marcia di San Antonio. Gli Spurs (18-3) sono la miglior squadra della lega e piegano in casa i Golden State Warriors per 111-94 con 6 uomini in doppia cifra (Tony Parkers top scorer con 19 punti). I Los Angeles Lakers (16-6) hanno bisogno di un canestro allo scadere di Derek Fisher per aggiudicarsi il derby con i Clippers per 87-86. I campioni in carica, spinti dai 24 punti di Kobe Bryant, devono soffrire fino alla fine per avere ragione dei derelitti cugini (5-18). A Est, invece, tutto tranquillo per le corazzate. I Boston Celtics (17-4) esibiscono un ottimo Ray Allen (28 punti) nel successo per 105-89 sui Denver Nuggets e inanellano l’ottava vittoria di fila. È la sesta consecutiva, invece, quella che Miami (15-8) coglie sul campo degli Utah Jazz per 111-98. Menzione speciale per LeBron James (33 punti) e Dwyane Wade (28).

Fonte: Adkronos