Oslo: tutto pronto per la cerimonia di consegna del Nobel per la Pace, ma Liu Xiaobo non cisarà

Il Premio Nobel per la Pace 2010 Lu Xiaobo

NOBEL PACE:  21 PAESI DISERTERANNO LA CERIMONIA  – Tutto è pronto a Oslo per la cerimonia di consegna, domani, del premio Nobel per la Pace 2010 al dissidente cinese Liu Xiaobo, che essendo in una cella dove sconta 11 anni per asserita «sovversione» sarà ovviamente assente. Al suo posto, una sedia vuota, un simbolo «forte» ma anche «molto triste», nelle parole della leader democratica birmana Aung San Suu Kyi, Nobel a sua volta nel 1991. Ma quella del 54enne professore cinese non sarà l’unica assenza: dietro pressioni di vario tipo della Cina, molti paesi hanno deciso di non inviare i propri emissari tra cui – ovviamente – Pechino, ma anche la Russia e l’Iran.

Saranno invece presenti gli Usa, che a Oslo hanno mandato l’ex leader della camera dei rappresentanti Nancy Pelosi. Secondo l’ultimo computo del comitato per il Nobel (la cerimonia si terrà a partire dalle 13 ora italiana di domani), nonostante l’invito diserteranno con diverse motivazioni ufficiali Afghanistan, Algeria, Arabia Saudita, Argentina, Cina, Colombia, Cuba, Egitto, Iraq, Iran, Kazakhstan, Marocco, Pakistan, Russia, Serbia, Sri Lanka, Sudan, Tunisia, Venezuela e Vietnam. Secondo gli osservatori, la maggior parte di questi paesi ha importanti legami economici con la Cina, e vuole evitare ritorsioni: ad esempio, la Russia, che a fine novembre ha firmato accordi per 8,5 miliardi di dollari in vari settori economici. Il Pakistan ha legami strettissimi con la Cina nel settore difesa, mentre l’Arabia Saudita è il primo fornitore petrolifero di Pechino.

Ucraina e Filippine, che inizialmente avevano detto di non voler intervenire, hanno invece detto sì all’invito all’ultimo momento. Paesi dal crescente peso economico e politico, come India, Brasile e Sudafrica, saranno presenti, come la maggior parte dei 65 paesi che hanno un’ambasciata a Oslo.

Intanto, l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Navi Pillay ha lanciato oggi a Ginevra un appello per la liberazione «il più presto possibile» di Liu Xiaobo. «Penso che il caso debba essere riesaminato e che Liu Xiaobo possa essere liberato il più presto possibile – ha detto – E spero che le autorità cinesi possano un giorno riconoscere il contributo di difensori pacifici come Liu Xiaobo allo sviluppo della Cina».

Alla vigilia della cerimonia, intanto, il comitato che assegna il premio ha provato a smorzare le tensioni con Pechino. «Non è un premio contro la Cina», ha assicurato il presidente Thorbjoern Jagland in conferenza stampa, alla vigilia della cerimonia di consegna domani a Oslo, «È un premio che onora il popolo cinese». Il presidente ha detto che al grande progresso economico cinese deve corrispondere un eguale progresso nelle riforme politiche e nell’apertura della società civile, sui quali è opportuno mantenere alta la pressione. «In larga misura, il futuro del mondo è nelle mani di questo grande paese», ha notato.

Liu, 54 anni, verrà rappresentato da una sedia vuota alla cerimonia. Jagland l’ha definita «un simbolo forte che illustra in che misura il premio a questa personalità sia appropriato».

Fonte: Ansa