Sette punti per rilanciare la cultura: sindacati e associazioni siglano un documento chiedendo un confronto per le strategie di sviluppo

SIGLATO DOCUMENTO DI SETTE PUNTI PER RILANCIARE SETTORE CULTURA – Investire nella cultura non solo per la conservazione dell’immenso patrimonio artistico ma anche per rilanciare l’economia.
Il belpaese potrebbe vivere solo di turismo grazie alla cultura eppure come sottolineano in molti “l’italia è in piena recessione culturale per il crollo dell’intervento pubblico nel settore e per provvedimenti normativi penalizzanti”.
In tal senso, le principali sigle sindacali insieme a Federculture, i 100 autori, l’Associazione generale italiana dello spettacolo e quella nazionale delle industrie cinematografiche, hanno presentato un documento in sette punti per definire gli interventi da relaizzare in attesa “di iniziare un confronto per disegnare le strategie di sviluppo del settore”.
Alla conferenza stampa di presentazione del documento con il quale è stata chiesta l’apertura di un tavolo ministeriale per concordare le modalità di attivazione di tutti gli strumenti di protezione sociale per la tutela dei lavoratori stabili e precari del settore, hanno preso parte anche numerose personalità della politica. Presenti al centro congressi Capranichetta di Roma: il deputato democratico Walter Veltroni, il capogruppo del Pd alla Camera Enrico Franceschini, la presidente dei senatori democratici Anna Finocchiaro e la componente della commissione Cultura della Camera Grabriella Carlucci, contestata da alcuni lavoratori del settore durante il suo intervento.  
“La domanda di cultura in controtendenza con la caduta generale dei consumi prosegue anche nel 2010 con un trend positivo. Ma oggi le potenzialità dell’industria culturale sono frenate dalle scelte del governo”, sottolineano le associazioni che chiedono di riportare il Fondo unico per lo spettacolo 2011 almeno al livello del 2008 (pari a 471 milioni di euro).
Tra le richieste anche la proroga triennale del tax credit e del tax shelter per il cinema e l’abrogazione delle norme della manovra finanziaria che limitano la spesa agli enti locali per attività e servizi culturali, “con riflessi negativi anche per l’intervento del capitale privato nella gestione dei beni e delle attività del settore”, affermano i firmatari del documento.
Tra i vari punti, evidenzia l’Adnkronos, anche il ripristino dei fondi destinati al cinque per mille, “ridotti al 75% dal ddl stabilità 2011”, e l’estensione delle agevolazioni comunitarie e nazionali per le piccole e medie imprese alle aziende di spettacolo “in possesso dei prescritti requisiti”. 
Infine, per le associazioni aderenti si rivela necessario “adeguare e modificare le i decreti ministeriali relativi allo spettacolo dal vivo che lo spostamento al 31 gennaio 2011 della presentazione delle domande ministeriali rende possibile fin dal 2011”.