Cortei studenteschi in tutta Italia contro riforma Gelmini: assalto proletario alla Mondadori di Genova

STUDENTI CONTRO LA RIFORMA GELMINI – A Roma, occupata la facoltà di Architettura di Roma Tre, a Genova corteo per le vie cittadine e “spesa proletaria” alla Mondadori, a Venezia, blitz alla Fenice, sit-in sui binari a Bologna: la protesta del mondo universitario non si arresta, e anzi riprende vigore con l’approssimarsi del 14 dicembre, data in cui verrà votata la fiducia al governo e dunque giorno cruciale anche per le sorti della riforma dell’università, rimasta in stallo a causa dell’impasse politica.

Ieri è arrivata, intanto, la risposta del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, agli studenti di Roma Tre, che gli avevano inviato una lettera per sollecitare il suo impegno per un maggiore finanziamento del sistema universitario e del diritto allo studio: «Non mancherò di tenere conto dei vostri rilievi e di prospettarli, nei modi che mi sono consentiti», ha scritto il capo dello Stato, ricordando che «non spetta al presidente della Repubblica definire, o concorrere a definire, le soluzioni su cui il Parlamento si pronuncia in quanto titolare esclusivo del potere legislativo» e assicurando loro che «in nessun caso si può dare per “svuotata”» la carta costituzionale.

Come detto, il malcontento resta: ieri gli studenti di Roma Tre hanno occupato la facoltà di Architettura dell’ateneo, protestando contro i tagli all’istruzione, e in particolare «contro il possibile ingresso delle fondazioni private all’interno del Cda del proprio ateneo». L’obiettivo è di andare avanti in questi giorni in previsione della manifestazione del 14 dicembre.

A Genova, un corteo formato da universitari, metalmeccanici della Fiom e precari ha percorso le vie cittadine nel pomeriggio, agitando scudi di cartone con frasi di Marx, Wu Ming e Kerouac; dopo avere lasciato un cumulo di detriti di fronte ai portoni dell’ateneo, i manifestanti hanno concluso la protesta collocando uno striscione con la scritta “Ora basta! Ci riprendiamo il futuro” sulla facciata di Palazzo Ducale; una trentina di loro, vestiti da Babbo Natale, ha anche fatto irruzione nella libreria Mondadori, appropriandosi di alcuni libri per poi lanciarli ai passanti. A loro ha espresso solidarietà don Andrea Gallo: «Se l’avessi saputo – ha dichiarato il fondatore della comunità di San Benedetto al Porto – mi sarei vestito anch’io da Babbo Natale e avrei partecipato all’azione».

A Venezia, una delegazione di studenti universitari è salita sul palco del Teatro La Fenice per leggere un comunicato contro i tagli alla cultura prima della prova generale del “Killer di parole”. Sul palco, gli studenti hanno steso uno striscione con la scritta “Contro i tagli alla cultura e Università, riprendiamoci il nostro futuro”.

A Bologna, circa 200 studenti hanno bloccato i primi tre binari della stazione. Dopo un quarto d’ora di sit-in con libri e penne in mano, gli studenti sono scesi sulla massicciata al grido di «Blocchiamo tutto» e di «Branca branca branca, leon leon leon», tornando a citare Mario Monicelli come era già accaduto lo scorso 30 novembre a Napoli, quando uno striscione in testa a un corteo recitava “caro Mario la faremo ‘sta rivoluzione”.

Gli studenti palermitani stanno mettendo a punto per martedì prossimo il “Blocchiamo tutto Day” con un fitto programma di iniziative che include blocchi stradali e occupazioni di luoghi simbolo, forse anche il castello Utveggio e il santuario di Santa Rosalia. E potrebbero essere anche bloccati gli accessi alle autostrade Palermo-Catania e Palermo-Trapani, oltre ai teatri, le sedi della Regione e della Provincia.

In agitazione non sono soltanto le università. Una cinquantina di ricercatori italiani che lavorano al Cern di Ginevra hanno preparato un videomessaggio per i parlamentari in cui spiegano il loro «no» alla riforma Gelmini.

In vista della protesta che andrà in piazza il 14, l’associazione dei Giuristi Democratici ha assicurato supporto legale agli studenti, impegnandosi a «garantire l’esercizio dei diritti di difesa e la denuncia degli abusi che venissero commessi qualora si volessero utilizzare impropriamente le forze dell’ordine per porre fine alle dimostrazioni in corso in questi giorni nelle università e nelle scuole italiane».

Fonte: IlSecoloxix.it