Londra a ferro e fuoco. Assaltata l’auto di Carlo e Camilla

assalto alla limousine di Carlo e Camilla
Assalto all'auto di Carlo e Camilla negli scontri a Londra contro l'aumento delle tasse universitarie (Matt Dunham/AP)

GUERRIGLIA URBANA A LONDRA – La rivolta degli studenti contro il caro-università ha messo a ferro e fuoco il centro di Londra giovedì 9 dicembre: il Palazzo del Parlamento è stato per ore sotto assedio e migliaia di manifestanti hanno tentato l’irruzione al vicino ministero del Tesoro, respinti dalla polizia in assetto anti-sommossa. Preso d’assalto anche l’edificio della Corte Suprema. Anche l’auto del principe Carlo e della moglie Camilla è stata presa a calci dai manifestanti a Regent Street, mentre i Reali si recavano a una serata di gala. L’erede al trono di Inghilterra e la moglie sono rimasti illesi.

Ieri il cuore della politica della capitale britannica è stato devastato mentre la Camera dei Comuni approvava di stretta misura l’aumento delle rette voluto dal primo ministro David Cameron nel quadro del piano di austerity del governo conservatore contro la crisi. Otto poliziotti sono rimasti feriti in modo grave, numerosi contusi e una decina di arresti anche tra gli studenti. Trentamila ragazzi, ma anche genitori e attivisti, erano scesi in strada nel primo pomeriggio contro il progetto di aumentare fino a 6.000 sterline (e a 9.000 per gli istituti di eccellenza) il costo di ogni anno di università: ma la protesta, partita in modo pacifico sotto il sole, a metà pomeriggio aveva preso una brutta piega. Prima tafferugli sporadici, poi continui faccia a faccia. Gli scontri con le forze dell’ordine a cavallo e in assetto antisommossa, sintomo di una rabbia feroce di una generazione che non vuole pagare per gli errori di quella precedente, non sono cessati dopo il voto dei Comuni: Cameron ha vinto, ma di stretta misura, 323 sì contro 302 no, una maggioranza contenuta di 21 voti rispetto al vantaggio di una ottantina di voti della coalizione Tory e Lib-Dem.

Per i Lib-Dem l’aumento delle rette era un punto dolente: il partito di Nick Clegg si era impegnato a non toccarle durante la campagna elettorale e il voto è stato preceduto da una serie di dimissioni di parlamentari da posizioni di governo per poter votare contro la coalizione. Lo stesso Clegg è stato fischiato dai banchi dell’opposizione quando è arrivato ai Comuni per votare. Intanto in strada succedeva il finimondo. L’auto che portava il principe Carlo e la moglie al Palladium per una serata di gala è stata presa a calci. Per contenere la protesta, la polizia ha messo gli studenti in ‘gabbie’ che però hanno impedito ai meno facinorosi di tornare a casa: «La situazione è incendiaria. Ogni volta che apriamo i varchi si riaccendono i focolai di violenza», ha detto a SkyNews una portavoce di Scotland Yard.

La Camera dei Comuni è rimasta accerchiata per ore con alcuni «gruppi di testa» che venivano a contatto con i cordoni di poliziotti schierati a protezione del Parlamento. Risultato: schermaglie e lancio di oggetti. Una statua di Winston Churchill veniva scalata e sfregiata con graffiti. Poi l’assalto a un palazzo parte del Ministero del Tesoro le cui vetrate a piano terra sono state infranti a colpi di grosse pietre. Cinque manifestanti intanto erano stati rimossi a forza dalla galleria del pubblico della Camera dove avevano cominciato a gridare slogan interrompendo il dibattito. Vince Cable, ministro liberaldemocratico alle Attività Produttive con la delega all’università, aveva motivato la riforma con la necessità di «mantenere l’alta qualità delle università sul lungo periodo, ridurre il deficit e introdurre un sistema di finanziamento progressivo basato sul reddito delle persone». E dopo il voto aveva ammesso con la Bbc: «È stata una decisione difficile» per il suo partito: «ma non tutti gli studenti sono contrari all’aumento delle rette».

Dodici poliziotti e 43 manifestanti feriti: questo secondo Scotland Yard il bilancio degli incidenti di oggi a Londra.

Fonte: Ansa