Openleaks: un nuovo Wikileaks si ribella contro Assange

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ARRIVA ‘OPENLEAKS’, NATO DA RIVOLTA ANTI-ASSANGE

– ROMA, 10 DIC – Un gruppo di ex collaboratori di Wikileaks, che hanno lasciato il sito per protestare contro il fondatore Julian Assange, si apprestano a lanciare lunedì prossimo un nuovo sito militante a disposizione delle “gole profonde” che vogliono rendere pubblici i documenti di cui sono in possesso: ‘Openleaks’ sarà il suo nome. Lo rivela con un articolo dal titolo «Un nuovo Wikileaks si ribella contro Assange», pubblicato in svedese e in inglese nel suo sito, il giornale svedese Dagens Nyheter, citando dichiarazioni di esponenti di Openleaks, che però hanno voluto restare anonimi. «Nostro obiettivo a lungo termine – ha detto al giornale uno di loro – è costruire una piattaforma forte e trasparente per sostenere chi ci passa il materiale, sia in termini di tecnologia che di politica, e al tempo stesso incoraggiare altri ad avviare progetti analoghi». Uno degli obiettivi a breve termine – ha aggiunto – è completare l’infrastruttura tecnica a assicurare che «l’organizzazione continui a essere democraticamente governata da tutti i suoi membri, piuttosto che da un solo gruppo o un solo individuo». Il giornale sostiene inoltre di essere in possesso di documenti che provano il malcontento all’interno di Wikileaks: emergerebbe così che problemi di accessibilità che colpirono il sito negli scorsi mesi non furono dovuti a sabotaggi esterni, ma giunsero dall’interno del gruppo, per «segnalare» ad Assange che doveva farsi da parte. Il nuovo sito, hanno assicurato le fonti al giornale, condivide gli obiettivi di Wikileaks, ma, benchè intenda fornire ai possessori di documenti il modo di pubblicarli, non sarà Openleaks a farlo direttamente: altre organizzazioni avranno invece accesso al sistema per offrire così il loro materiale al pubblico. I documenti saranno gestiti e pubblicati da organizzazioni no profit, media, sindacati e altri. «Le responsabilità editoriali e di controllo – ha detto un altro dei fondatori di Openleaks – saranno tutte dell’organizzazione che rende pubblici i materiali, mentre noi vogliamo mantenere un ruolo di intermediari». «Come risultato della nostra intenzione di non pubblicare direttamente alcun documento – ha aggiunto – ci aspettiamo di non subire le stesse pressioni politiche che subisce ora Wikileaks. Sotto questo aspetto – ha concluso – è interessante vedere come solo una piccola parte dell’ira dei politici sia diretta ai giornali che usano le fonti di Wikileaks».

Ansa