Nichi Vendola vuole una legge elettorale nuova e le primarie

NICHI VENDOLA VUOLE LE PRIMARIE – Alla manifestazione del Pd a Roma non ha partecipato perchè la sua presenza poteva apparire come «una contrapposizione alla leadership del partito», ma in vista di un congedo «dal berlusconismo» e di un ricorso alle urne, Nichi Vendola, sottolinea che un passaggio fondamentale sono le primarie. Fermarle «sarebbe come cercare di bloccare l’eruzione di un vulcano». Il presidente della Regione Puglia e leader del Sel, in un’intervista alla Stampa afferma che «se cade Berlusconi si può, al massimo, dar vita ad un governo che rifaccia quell’obbrobrio di legge elettorale». Non è pensabile, invece, «un’alleanza tra destra e sinistra – dice Vendola – che si occupi di riforme economiche e sociali, visti i danni che su quel fronte ha provocato il berlusconismo», che sarebbe il vero nemico da combattere. «Quanto prima ci si congeda dal berlusconismo – ribadisce – attraverso il popolo, meglio è per tutti gli italiani». Prima di eventuali elezioni anticipate, però ci sarebbe da celebrare le primarie nel Pd, considerate, secondo Vendola, da milioni di persone un modo per «riappropriarsi della politica». «Fermare le primarie che peraltro sono state un fondamento per la vita del Pd – afferma – sarebbe come cercare di fermare l’eruzione di un vulcano». Dopo le primarie, per il governatore è necessario non pensare a come rifare il Pd ma «come e quando ricostruire il centrosinistra italiano», in quello che definisce «il partito del futuro»