Ambasciatore Usa in Kenia rischia richiamo in patria dopo ultime rivelazioni Wikileaks

WIKILEAKS E AMBASCIATORE USA IN KENIA – Il governo del Kenia si riunisce oggi per decidere se chiedere a Washington di richiamare in patria l’ambasciatore americano, Michael Ranneberger. Lo ha reso noto un portavoce dell’esecutivo. Ranneberger è da tempo inviso alle autorità del Kenya per la sua attività di sensibilizzazione dei giovani. I suoi giudizi sulla corruzione «dilagante» nel Paese africano, emersi nei dispacci diplomatici rivelati da Wikileaks, sono stati l’ultima goccia. Secondo i media locali, una richiesta di richiamo in patria dell’ambasciatore è imminente.

«C’è una riunione di gabinetto per discutere di lui»- ha detto oggi il portavoce di governo Alfred Mutua- «le preoccupazioni verso Ranneberger non hanno nulla a che vedere con Wikileaks, sono le attività che porta avanti, le riunioni con i giovani». Gli Stati Uniti hanno investito fondi consistenti in attività di ‘empowerement’ della gioventù keniota, Secondo Mutua, l’ambasciatore partecipa agli incontri, incitando i ragazzi «a rimuovere la vecchia guardia» e a «scendere in piazza». Sia il presidente Mwai Kiribaki che il primo ministro Raile Odinga, tutti e due indicati nei dispacci di Wikileaks come «parte del problema» della corruzione dilagante, hanno ieri alluso all’ambasciatore americano in discorsi pubblici in occasione della festa della repubblica. Odinga ha parlato di chi si atteggia a «governatore», mentre Kiribaki ha detto che non si farà intimidire da chi investe denaro «per corrompere i nostri giovani e destabilizzare il Paese».

Adnkronos