“Flashdance” diventa un musical made in Italy

“FLASHDANCE” DIVENTA UN MUSICAL MADE IN ITALY – La sfida era difficile, se non impossibile sulla carta: trasportare in lingua italiana e in forma musical uno dei film più amati degli anni 80, “Flashdance“. Eppure Stage Entertainment e la Compagnia della Rancia hanno vinto la scommessa. Merito di una regia “pop” e un cast coeso con la protagonista Simona Samarelli nei panni di Alex (con una parrucca nera dal momento che è bionda) e soprattutto Filippo Strocchi (Nick) e Giada D’Auria (Gloria).

E’ sempre difficile giudicare un musical alla “prima” soprattutto perché si corre sempre il rischio che il cast non sia amalgamato o ci siano dei problemi tecnici da aggiustare e dunque rodare con l’andare del tempo. Invece “Flashdance” ha brillato soprattutto perché c’era una evidente coesione non solo tra gli attori ma con tutto il gruppo di lavoro. Tanti gli elementi che hanno contribuito a rendere interessante e godibile lo spettacolo, che dura circa 110 minuti. Ad iniziare dallo scenografo Alessandro Camera che aveva il compito non facile di riprodurre i luoghi del musical e la città di Pittsburgh.

Sono due gli Atti che raccontano la storia della giovane e determinata Alex Owens e del suo sogno di essere ammessa alla prestigiosa Accademia di danza di Pittsburgh. Tra un lavoro precario di giorno in una acciaieria, di notte ballerina in un night club e la voglia di farcela seguendo la sua passione più grande, ossia la danza, Alex vive la sua quotidianità incontrando anche l’amore – inaspettato – del suo capo Nick.

Ma ci sono delle inconguenze (volute) rispetto al film diretto nel 1983 da Adrian Lyne. Anzitutto manca il cane di Alex, poi non c’è l’insegnante di danza Hanna Long che supporta la protagonista fino alla famosa audizione per l’Accademia, al suo posto c’è Hanna Owens, ossia la mamma di Alex. Strepitose nel musical le tre ballerine del night club in cui si esibisce Alex (Jazmine, Keisha e Gloria) ma nel film c’erano solo Jeanie – che sognava di ballare sul ghiaccio – e il fidanzato cuoco e aspirante comico Richie.

Nonostante ciò la struttura narrativa non ne ha risentito, grazie anche a un’orchestra dal vivo, 30 cambi di scena a vista, 200 costumi, la regia di Federico Bellone con la supervisione artistica di Glenn Casale e le coreografie di Gail Davies.

Assolutamente da apprezzare il fatto che nel cast non ci siano nomi molto noti o quantomeno che non abbiano una visibilità di anni di musical italiano. E’ stata una scelta vincente dal momento che è giusto promuovere i giovani talenti e lasciar spazio a loro anche a costo di rinunciare ad attori blasonati e forse più amati da alcuni registi del settore. Simona Samarelli, che ha esperienze sia in televisione (Domenica In, Il Mammo) che a teatro (Serata d’Onore con Proietti, Brignano con la O, i musical Moulin Rouge e Fame del Teatro delle Celebrazionidi Bologna), ha convinto per la sua interpretazione sincera del ruolo – certamente non facile – riuscendo a coniugare la capacità espressiva della recitazione con la vocalità. L’attrice è bionda e per intepretare Alex ha indossato una parrucca nera, la somiglianza con la storia protagonista del film, Jennifer Beals, è palese.
 
Prestanza scenica e potenza vocale per il protagonista maschile Filippo Strocchi (Grease e Wicked in Germania) nel ruolo di Nick che ha un background fatto di musica metal e rock. Spicca anche Giada D’Auria che interpreta l’eccentrica Gloria e canta anche la canzone omonima nella versione di Umberto Tozzi, mentre nel film la versione inglese era cantata da Laura Branigan durante la scena di ballo dell’amica di Alex, Jeanie. A far da sottofondo al musical cinque brani tratti dal film come la canzone Premio Oscar “What a Feeling!”, “She’s Maniac”, “Manhunt” e “Gloria” – adattati all’italiano da Franco Travaglio – e 12 nuove canzoni originali adattate e tradotte da Franco Travaglio.

“Flashdance – Il musical” è in scena al Teatro della Luna di Assago (Milano) fino al 23 gennaio 2011, poi si sposterà a Trieste per poi toccare Firenze, Padova, Torino, Napoli, Bologna, Bari e chiudere al Teatro Olimpico di Roma a maggio 2011.

Fonte:tgcom