Referendum 2011: vota il 57% degli italiani. Terzo Polo: “Noi determinanti per il quorum”

REFERENDUM 2011 – I cittadini italiani dicono no all’immunità parlamentare del premier e dei ministri, no all’acqua in mano ai privati, no alle centrali nucleari pericolose per la salute pubblica. Quattro quesiti che hanno definitivamente messo un argine alle leggi imprenditoriali e ad personam del premier Silvio Berlusconi che incassa amaramente, facendo finta che il governo non c’entri con il referendum e dichiarando che il responso del voto sarà accolto da Governo e Parlamento: “L’alta affluenza nei referendum dimostra una volontà di partecipazione dei cittadini alle decisioni sul nostro futuro che non può essere ignorata. Anche a quanti ritengono che il referendum non sia lo strumento più idoneo per affrontare questioni complesse, appare chiaro che la volontà degli italiani è netta su tutti i temi della consultazione”.

Circa 27 milioni di italiani, pari al 57% dei votanti, si sono recati alle urne tra domenica 12 giugno e la mezza giornata del lunedì, senza considerare le schede degli italiani all’estero. Il fronte del no è più sensibile sul quesito delle centrali nuclari con una percentuale del 5,9% (1,2 milioni di italiani), dato comunque ininfluente rispetto al 94,1% dei si (22 milioni di cittadini).

L’esito referendario crea non pochi malumori all’interno della Lega Nord che parla di “sberle” al governo, mentre c’è aria di festa all’interno del Terzo Polo di Fini, Casini e Rutelli: “La grande partecipazione popolare ai Referendum dimostra la volontà degli italiani di tornare ad essere protagonisti: è ormai chiaro che la maggioranza e il governo sono totalmente sordi, incapaci di capire ciò che vogliono gli italiani”.

Al termine di un vertice del Terzo Polo in una dichiarazione condivisa dei tre leader politici si legge che “Nel raggiungimento del quorum è stato determinante il Terzo Polo, con la decisione di invitare tutti al voto al di là delle scelte di merito che consapevolmente rivendichiamo. Il SI ai referendum è un NO grande come una casa a questo governo. E’ tempo che Berlusconi ne prenda atto. Minimizzare, come ha fatto dopo le amministrative, sarebbe irresponsabile e dannoso per gli interessi nazionali”.

Redazione