Congo, le violenze dei ribelli per l’Onu sono crimini contro l’umanità

IL CONGO E LA GUERRA CIVILE – I numerosi e pesanti atti di violenza commessi dalle forze ribelli nella regione congolese del Nord-Kivu durante l’agosto scorso, “in virtù del fatto che questi attacchi sono stati ben progettati e condotti in maniera sistematica e mirata”, possono costituire secondo le Nazioni Unite “crimini di guerra e contro l’umanità”. Lo dice un comunicato dell’Onu che da Ginevra cita la Corte penale istituzionale. Le Nazioni Unite ne ritengono responsabile un gruppo di 200 uomini, composto da ribelli hutu ruandesi delle Forze democratiche di liberazione del Ruanda (Fdlr), da miliziani Mai-Mai e da uomini guidati dal colonnello Emmanuel Nsengiyumva, passato con i ribelli all’inizio del 2010.  Secondo un rapporto redatto dall’Ufficio congiunto delle Nazioni Unite per i diritti dell’uomo, almeno 387 stupri su civili (di cui 300 donne, 23 uomini, 55 ragazze e nove ragazzi) sono stati consumati dai combattenti in soli 4 giorni e in 13 villaggi della Repubblica democratica del Congo. Inoltre, almeno 923 case e 42 negozi sono stati saccheggiati, mentre altri 116 civili hanno subito un sequestro e poi sono stati costretti ai lavori forzati.

Annarita Favilla