Guerra in Libia: l’Italia ridefinirà le missioni ma combatterà il regime di Gheddafi fino alla fine

Bombardamenti in Libia

ITALIA RESTA IN LIBIA FINO ALLA FINE – La guerra in Libia si protrae da più di quattro mesi ma in questi giorni da più parti si parla di una conclusione in tempi brevi del conflitto. Mentre i ribelli conquistano Al Qawalish, facendosi così sempre più vicini a Tripoli, Andres Fogh Rasmussen, segretario generale della Nato, ha sottolineato ancora una volta che la fine di Muammar Gheddafi è vicina. A premere per una chiusura rapida della guerra ci sarebbe poi anche il presidente francese Nicolas Sarkozy, almeno stanto a quanto riportato dal settimanale d’oltralpe Le Canard Enchaine: il periodico riferisce che Sarko “pretende” che le forze Nato ottengano la vittoria in Libia entro il 14 luglio. Intanto in Italia si avvicina la ridefinizione dell’impegno nelle missioni all’estero. Il Consiglio supremo della Difesa oggi si è detto favorevole ad una “ridefinizione” delle missioni italiane attive in altri Paesi ma ha anche sottolineato la necessità di restare in Libia fino alla fine della guerra. Nel documento pubblicato dopo il summit, si legge che “Con riferimento alla crisi libica, che riveste particolare interesse per l’Italia, è stato effettuato un punto di situazione sull’andamento delle operazioni in corso e sulle loro prospettive. Al riguardo, è stata sottolineata l’opportunità di valutare, insieme agli alleati, le possibili azioni da intraprendere nella situazione post-conflittuale che tende a delinearsi a conclusione della missione in corso su mandato dell’Onu”. Una delusione, quindi, per la Lega, che ha mal digerito l’intervento italiano in Libia e in questi mesi più volte chiesto il ritiro dei nostri militari dalla guerra contro Gheddafi.

Redazione online