Egitto: gli attivisti minacciano su facebook una nuova rivoluzione

Manifestanti in piazza Tahrir al Cairo

EGITTO: ATTIVISTI MINACCIANO RIVOLUZIONE – Ieri decine di migliaia di manifestanti sono scesi ancora in Piazza Tahrir al Cairo e in altre città dell’Egitto per chiedere processi più rapidi contro gli esponenti dell’ex regime del Presidente Hosni Mubarak e soprattutto nuove riforme. Gli egiziani scesi in strada hanno anche chiesto la cacciata dalle forze dell’ordine di coloro che hanno partecipato alla repressione delle proteste che hanno portato alla caduta di Mubarak, l’11 febbraio scorso.

Il quotidiano online Masry al Youm ha riferito che ieri a Piazza Tahrir avrebbero manifestato circa un milione persone. Un migliaio di persone inoltre ha protestato anche davanti all’ospedale internazionale di Sharm el Sheikh dove dallo scorso aprile si trova ricoverato l’ex presidente  Hosni Mubarak. “Vattene perché il sole riprenda a brillare a Sharm”, hanno gridato i manifestanti rivolti a Mubarak. Le manifestazioni di ieri si sono svolte in modo abbastanza pacifico, eccetto per due episodi di violenza con feriti, a Suez e al Cairo.

Anche i Fratelli Musulmani ieri hanno preso parte alla grande manifestazione a Piazza Tahrir, per “preservare l’unità egiziana”, come hanno dichiarato. La Guida Suprema della fratellanza, Mohamed Badie, ha definito una “benedizione” la rivoluzione che ha portato alla caduta di Mubarak, perché ha permesso l’unità del popolo egiziano dopo anni di “ingiustizia, oppressione, corruzione e tirannia”.

Le manifestazioni di ieri in Egitto sono state indette dai movimenti giovanili rivoluzionari, in quello che è stato ribattezzato il “Venerdì della purificazione e per la salvezza della rivoluzione”.

Oggi, i movimenti giovanili hanno lanciato su Facebook un vero e proprio ultimatum al Consiglio Supremo delle forze armate egiziane, intimandogli di avviare entro domenica processi credibili contro gli esponenti dell’ex regime di Mubarak, in caso contrario ci saranno nuove proteste, simili a quelle che hanno portato alla caduta del regime. “Diamo tempo ai governanti fino a domenica notte per avviare processi pubblici, reali e rapidi contro i funzionari dell’ex regime e gli assassini dei martiri. Se questo non accadrà ci sarà un’escalation di reazioni, tra cui l’invito alla disobbedienza civile”, è scritto sulla pagina Facebook del gruppo “Seconda rivoluzione della rabbia”.

In parziale risposta a queste richieste, oggi, il procuratore di Suez ha ordinato un nuovo mandato di arresto per il capo della polizia locale, Mohamed Adel, che era stato scarcerato alcuni giorni fa tra le proteste della gente. Adel è accusato di aver ucciso alcuni manifestanti pacifici durante le rivolte contro Mubarak nei mesi scorsi. Un mandato di arresto è stato emesso anche nei confronti di due agenti della polizia segreta locale. Lo ha riferito il sito web del quotidiano al-Ahram.

Redazione