Jovanotti fa ballare lo Stadio Olimpico

Jovanotti

CONCERTO JOVANOTTI ROMA – In migliaia gli hanno dato ieri il benvenuto a Roma nella spettacolare cornice dello Stadio Olimpico, e lui, Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, li ha degnamente ripagati della calorosa accoglienza.  Sbarcato ieri nella capitale per due tappe del suo Tour estivo, il cantautore toscano ha ammaliato il pubblico con effetti speciali, sonorità elettroniche e giochi di luci, degni di una rockstar d’altri tempi. Cravatta rossa e scarpe da tennis, Jovanotti si è impadronito all’istante del palco con l’impeto di un uragano, scatenando gli applausi e le grida dei suoi fan che da tempo contavano alla rovescia la data di quest’appuntamento.

Il cantautore ha magistralmente eseguito i brani del suo nuovo album “Ora”, pubblicato lo scorso 25 gennaio e salito da subito al vertice della classifica dei dischi più venduti su iTunes. Fra questi, “Tutto l’amore che ho”, “Le tasche piene di sassi”, “Amami”, “Il più grande spettacolo dopo il big ban” e “Ora”, singolo che ha dato il titolo all’album. Un disco “liberatorio”, pensato “per far star bene le persone”, secondo quanto affermato dall’artista, tutto da apprezzare per l’evidente carattere sperimentale,  all’insegna della dance e dell’elettronica, il cui ritmo ieri ha fatto ballare persone di tutte le età: una vera “tribù che balla”.

Ma Jovanotti ha anche incantato il suo pubblico con le magiche note dei suoi pezzi più intimi e romantici, come”Fango” e “A te”, tratti dall’album “Safari”, che quattro anni fa lo aveva portato alla ribalta, vedendolo impegnato nella ricerca di un suono più melodioso e “tradizionale”, ma non per questo meno stupefacente. L’artista ha infine omaggiato la capitale con i suoi brani più celebri, quali “L’ombelico del mondo”, “Ciao mamma”, “Penso positivo”, all’intonare dei quali l’Olimpico si è trasformato in un’onda di braccia sollevate e di grida estatiche: il momento forse più atteso, che il pubblico, fra lacrime e sorrisi, ha vissuto con intensa emozione.

“Sono nato a Roma ma non ho mai preso l’accento romano”, ha detto Lorenzo al pubblico, ricordando di quando suo padre, da piccolo, gli ripeteva spesso che “tutte le strade portano a Roma”. “Sono tornato”, ha gridato felice, “e vi porto via con me stasera”.”Non fatevi fregare”, ha consigliato poi Jova ai suoi fan, “questo è il nostro tempo. Siamo pieni di passato, ma noi siamo qui adesso. Tre lettere bastano e ci giochiamo tutto lì”: “Ora”.

Flavia Lucidi