E’ morto a Roma Rubino Romeo Salmonì, ispiratore de La vita è bella di Benigni

L'entrata del campo di concentramento di Auschwitz

E’ MORTO SALMONI’ – Il film La vita è bella, diretto da Roberto Benigni, ha commosso il mondo. Con questa pellicola il regista toscano ha portato sul grande schermo la tragedia della Shoah vista attraverso gli occhi di un bambino e di suo padre: oltre a conquistare il pubblico, la pellicola si è aggiudicata un numero incredibile di premi, tra i quali il Premio Oscar per il miglior film straniero e per il miglior attore protagonista.

Quello che non tutti sanno è che il celebre film uscito nel 1997 è stato ispirato dai racconti di Rubino Romeo Salmonì, che dopo essere scampato al rastrellamento degli ebrei di Roma effettuato dai nazisti il 16 ottobre 1943 è stato arrestato dalla polizia del regime fascista e poi deportato nel campo di concentramento di Auschwitz. Salmonì è sopravvissuto all’orrore del lager e nel corso della sua vita ha raccontato la sua esperienza più volte. “Ad Auschwitz non ero più Rubino Romeo Salmonì ma l’ebreo A 15810 da eliminare – ricordava – Tutte le mattine si vedevano dei poveri esseri attaccati alle reti con i fili ad alta tensione elettrica, erano stanchi di soffrire e si abbandonavano alla pietà di Dio per porre fine all’inferno di tutti i giorni alla fame, al freddo, alle sevizie dei Kapò alle selezioni diurne e notturne che duravano ore e ore sotto la neve”.
“Io sono ancora qui – concludeva, dopo aver terminato i suoi interventi – uscito vivo dal Campo di sterminio di Auschwitz, ho una bella famiglia, ho festeggiato le nozze d’oro, ho 12 splendidi nipoti, credo di aver sconfitto il disegno di Hitler”.

Salmonì, uno dei pochi testimoni di un dramma che milioni di persone non hanno avuto la possibilità di raccontare, è morto oggi a Roma, all’età di 91 anni. “Romeo è stato un esempio per i giovani e per l’intera città – dice il sindaco della Capitale Gianni Alemanno – Un grande uomo con il suo coraggio e la sua forza è riuscito a salvarsi dall’inferno di Auschwitz”. “Grazie ai suoi racconti – aggiunge Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma – molti ragazzi delle scuole hanno conosciuto la sua voglia di sopravvivenza, non finirò mai di ringraziarlo per il meraviglioso regalo che ci ha fatto, tramandando a tutti noi il suo atto di coraggio e la sua memoria”.

Redazione online