Tremonti: colloquio teso con Berlusconi. E’ giallo dimissioni, ma il ministro smentisce

Giulio Tremonti, ministro dell'Economia

TREMONTI E BERLUSCONI – Colloquio teso quello di ieri pomeriggio a Palazzo Chigi tra il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti. I rapporti politici e di amicizia personale tra i due sembrano definitivamente compromessi, dopo una settimana molto difficile per il governo di centrodestra che ha visto il Ministro dell’Economia protagonista di una serie di rimpalli tra lui e il Presidente del Consiglio sulla cosiddetta norma “salva Fininvest” inserita nella manovra economica e poi subito ritirata.

Tanto che si era fatta strada l’ipotesi di dimissioni del Ministro dell’Economia, ormai circondato da molti avversari anche all’interno del Pdl e indebolito dalla richiesta di arresto per il suo ex braccio destro Marco Mario Milanese, deputato del Pdl, nell’ambito dell’inchiesta sulla P4.

Gli attriti tra Berlusconi e Tremonti, però, hanno dovuto lasciare il posto all’urgenza della manovra finanziaria. Mentre il colloquio era ancora in corso, dal Pdl informavano che l’esecutivo sarebbe andato avanti per approvare la manovra economica entro l’estate e raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2014. Una tregua obbligata all’interno del governo Berlusconi per evitare il rischio che l’Italia, in sofferenza per l’enorme debito pubblico, venga presa d’assalto dalla speculazione, anche se il tonfo in borsa di ieri, ha dimostrato chiaramente come i mercati abbiano tirato subito le loro conclusioni sulle incertezze e le divisioni all’interno del governo.

Secondo alcune indiscrezioni, ieri il Ministro dell’Economia era già pronto a rassegnare le proprie dimissioni, ma sarebbe stato lo stesso Berlusconi, con il sostegno di Gianni e Letta e del Presidente Napolitano, a convincere Tremonti a ritirare la propria decisione. I rischi della speculazione sull’Italia sono infatti troppo forti e già il Presidente della Repubblica aveva ammonito sulla necessità di mantenere la stabilità nel Paese e come questa debba essere un obiettivo condiviso.

Da una nota del Ministero dell’Economia si comunica che il Ministro Tremonti coordinerà martedì prossimo a Bruxelles la riunione dei ministri delle Finanze del Partito popolare europeo.

Tuttavia, secondo alcune fonti, Tremonti potrebbe dimettersi a fine estate, dopo l’approvazione della manovra economica.

Nel frattempo, secondo quanto ha riportato il quotidiano “Repubblica”, il Ministro dell’Economia avrebbe manifestato l’intenzione di rimanere al suo posto. “Se cado io cade l’Italia”, avrebbe detto Tremonti ai suoi, sottolineando: “In questo momento, io sono l’unico garante della stabilità finanziaria del paese e degli impegni sottoscritti con l’Europa”. “L’Italia è un paese troppo grande per essere salvato”, ha detto Tremonti. “Se cade l’Italia…. cade l’euro”. E ha proseguito: “Ho preso un impegno per portare a casa la manovra e, almeno fino a settembre, non posso andarmene. Sono l’unico garante verso l’Europa“.

Il ministro ha preso poi le distanze dalla vicenda che vede coinvolto Milanese: “Io con questa storia di Milanese non c’entro niente – ha precisato Tremonti – oltretutto questa persona non aveva incarichi nel ministero. Per quanto ne sapessi io, era una persona pulita”.

Valeria Bellagamba