Egitto: ancora manifestazioni, non sufficienti le promesse del premier Essam Charaf

Manifestanti in piazza Tahrir al Cairo

EGITTO: CONTINUANO LE MANIFESTAZIONI – Sabato sera il primo ministro egiziano Essam Charaf ha annunciato alla televisione di Stato che saranno licenziati gli agenti di polizia accusati di avere ucciso dei manifestanti durante le rivolte, scoppiate a inizio anno, contro il regime dell’ex presidente Hosni Moubarak. L’intervento segue alle recenti proteste degli egiziani, tornati in piazza per chiedere processi più rapidi contro gli esponenti del vecchio regime, anche dietro la minaccia di scatenare una nuova rivoluzione.

Tuttavia, molti egiziani non sono soddisfatti, tanto che sette movimenti politici, tra cui l’Unione dei giovani della rivoluzione, hanno risposto che le promesse del premier egiziano Sharaf sono insufficienti e che andranno avanti con i sit-in di protesta.

Piazza Tahrir al Cairo, cuore delle rivolte anti-regime di gennaio-febbraio, è tornata ad essere il centro delle proteste, con i presidi dei manifestanti, che oggi hanno impedito agli impiegati pubblici di entrare nei loro uffici nel palazzo Mogamma che dà sulla piazza.

Proteste si sono registrate anche a Suez, dove la strada che porta a Ein Sokhna, sul Mar Rosso, è stata bloccata dai manifestanti, che chiedono il licenziamento del procuratore della città e di quello generale, e l’istituzione di una commissione d’inchiesta sulla corruzione e sulle uccisioni di manifestanti durante la rivoluzione dello scorso gennaio.

In un comunicato, diffuso oggi, è scritto che il premier egiziano Essam Charaf non ha il diritto di licenziare gli agenti di polizia accusati di avere ucciso i manifestanti, ma può solo sospenderli dal servizio fino a quando non saranno giudicati colpevoli.

I sette movimenti politici criticano inoltre il governo egiziano per non aver ancora introdotto la riforma che vieta l’attività politica ai membri dell’ex Partito nazionale democratico, il partito ora sciolto di Mubarak, e per non avere ancora attuato la sentenza della magistratura che prevede lo scioglimento dei consigli municipali. I movimenti chiedono anche che gli esponenti del vecchio regime vengano rimossi dai media nazionali.

Tra le richieste dei movimenti politici egiziani ci sono anche quella di annullare i processi militari per i civili e quella di trasmettere alla tv di Stato i processi, monitorati da organizzazioni non governative per i diritti umani, agli esponenti del vecchio regime di Mubarak.

Redazione