Processo Ruby: a settembre la decisione del Gup di Milano per Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti

Karima el Mahroug, alias Ruby

PROCESSO RUBY – Si è svolta stamattina a Milano l’udienza preliminare sul caso Ruby, durante la quale sono intervenute tutte le parti civili, in particolare i legali di Emilio Fede e Lele Mora – imputati entrambi per induzione e favoreggiamento della prostituzione di 32 ragazze e di Ruby, all’epoca dei fatti contestati ancora minorenne –  e già rinviati a giudizio dai pm nella scorsa udienza – e i legali di Ambra e Chiara, le due giovanissime ragazze piemontesi che parteciparono a una festa nella residenza del premier Berlusconi ad Arcore il 22 agosto 2010 e costituitesi parte civile nel processo. Il Gup di Milano Maria Grazia Domanico ha fissato una prossima udienza per il 13 luglio, in cui parlerà la difesa del terzo imputato per gli stessi capi d’accusa, il consigliere regionale del Pdl Nicole Minetti, e ha poi annunciato l’intenzione di disporre a settembre il rinvio per le repliche delle parti e la sua decisione, la cui data precisa verrà comunicata a giorni.

Gli avvocati delle due giovani piemontesi (Patrizia Bugnano e Stefano Castrale) hanno richiesto al Gup i danni d’immagine, morali e patrimoniali: “Abbiamo sostenuto che ci sono stati l’induzione e il favoreggiamento della prostituzione anche per le nostre assistite” – ha dichiarato Stefano Castrale – “dagli atti processuali emerge come gli imputati scegliessero le ragazze da portare ad Arcore e avessero cura nel farlo, tant’è che se non andavano bene, le mandavano via”.

I legali del direttore del Tg4 (Gaetano Pecorella e Nadia Alecci) hanno chiesto di dichiarare la nullità del rinvio a giudizio e dunque il non luogo a procedere, giustificandolo dal loro punto di vista con l’assenza di prove in merito al reato contestato; l’ulteriore richiesta è poi il trasferimento del procedimento a Messina: “Secondo il capo di imputazione – spiega il difensore Pecorella – la presunta induzione alla prostituzione di Fede inizia nel settembre del 2009” – giorno in cui Ruby (allora sedicenne) partecipò a un concorso di bellezza a Letojanni (in provincia di Messina) – “Se si assume per vero che il fatto più grave ha inizio in quel concorso, la diretta conseguenza è che il gup di Milano dovrebbe dichiararsi incompetente rispetto alla autorità giudiziaria di Messina”. Sempre a sostegno della loro tesi, i legali di Fede affermano che dal settembre del 2009 al 14 febbraio del 2010, quando Ruby partecipò per la prima volta ad una delle serate a Villa San Martino: “Nel fascicolo non solo non vi è prova che Fede abbia indotto e favorito la prostituzione di Ruby o che l’abbia portata ad Arcore, ma soprattutto risulta che fra i due non vi è nessun rapporto, nessuna chiamata, nessun incontro, assolutamente niente”, ha aggiunto l’avvocato Alecci”.

In merito ad Ambra Battilana e Chiara Danese, Gaetano Pecorella taglia corto: “Le ragazze smentiscono loro stesse. Il fatto stesso che dicono che se ne sono andate via scioccate dimostra che non sono andate là su stimolo di qualcuno perché si prostituissero. Le cose sono andate in modo diverso: la dimostrazione sta nelle telefonate e negli sms amichevoli e di ringraziamento mandati a Fede nei giorni successivi”.
L’avvocato di Lele Mora (Luca Giuliante) ha avanzato richiesta di non luogo a procedere per l’accusa di induzione e favoreggiamento della prostituzione, nonché l’assoluzione per non sussistenza del fatto in merito a quella di prostituzione minorile. Il legale ha poi chiesto che sia dichiarata la nullità del rinvio a giudizio, dato l’omesso deposito da parte della procura di alcuni atti, tra cui intercettazioni che riguardano in particolare l’escort Nadia Macrì.

Annarita Favilla