Bin Laden vaccinato prima della cattura e dell’uccisione in Pakistan?

Osama Bin Laden

UCCISIONE DI BIN LADEN – Secondo il quotidiano inglese Guardian, i servizi segreti americani avrebbero organizzato una falsa campagna di vaccinazione contro l’epatite B per riuscire a localizzare Osama Bin Laden, ucciso il primo maggio scorso in Pakistan da un commando americano.

Il Guardian ha riferito che tutto ebbe inizio la scorsa estate, quando gli uomini dell’intelligence americana ebbero modo di rintracciare un membro di Al Quaeda di nome Abu  Ahamad al-Khwaiti, mentre questi si apprestava a recare alcune notizie al capo dell’organizzazione terroristica. Messo sotto stretta sorveglianza, il messaggero avrebbe inconsapevolmente rivelato agli agenti della CIA il nascondiglio di Bin Laden, vale a dire la residenza di Abbottabad, in Pakistan, dove a maggio scorso ebbe luogo il clamoroso blitz americano. Gli agenti decisero di monitorare il luogo tramite satellite e di impiantare un locale della CIA all’interno di una casa situata nei pressi del bunker. Prima di procedere all’assalto, però, occorrevano delle prove più sicure della presenza di Bin Laden nella residenza, senza le quali la CIA non avrebbe potuto arrischiarsi a mettere in atto un’operazione di tale portata.

Fu a questo punto che, secondo il Guardian, i servizi segreti americani fecero appello ad un medico pakistano, Shakil Afridi, operante nella provincia del Khyber, zona tribale molto povera situata lungo la frontiera con l’Afghanistan. Costui fu inviato nella provincia di Abbottabad per condurre una pretestuosa campagna di vaccinazione gratuita contro l’epatite B, al fine di raccogliere il DNA di tutte le famiglie residenti nella zona (dunque anche quelle della famiglia di Bin Laden) per poi metterlo a paragone con quello della sorella del terrorista, deceduta a Boston nel 2010, ed ottenere la conferma della presenza di Bin Laden in quel luogo. Il Guardian afferma inoltre che nella campagna vennero coinvolti a loro insaputa molti impiegati della sanità locale, i soli che avrebbero potuto penetrare nella residenza del terrorista. Sarebbe stata infatti un’infermiera, Mukhtar Bibi, ad amministrare il vaccino a Bin Laden ed alla sua famiglia, ignara del curioso apparecchio elettronico che gli agenti della Cia avevano fatto scivolare nella sua borsa.

Non è tuttavia ancora chiaro come abbia fatto costei a prelevare il DNA di Bin Laden, dal momento che il suo compito avrebbe dovuto essere quello di somministrare un vaccino. L’unica certezza, per ora, è che sebbene la CIA neghi quanto riportato dal quotidiano inglese, il dottor Shaki Afridi, presunto attore della falsa campagna di vaccinazione, è stato arrestato dai servizi segreti pakistani con l’accusa di aver collaborato con la CIA, cosa che ha contribuito a rendere ancora più tese le relazioni fra il Pakistan e gli Stati Uniti.

Flavia Lucidi