De Laurentiis è un ciclone: “Cambierò qualcosa o dovranno uccidermi”

 
 
Aurelio De Laurentiis

NAPOLI DE LAURENTIIS BRITOS – De Laurentiis, dopo la giornata pirotecnica di ieri sulla nave della Msc Crociere,  ha parlato anche oggi, durante la presentazione nell’ ‘hotel Vesuvio, sulla via Caracciolo a Napoli, del difensore uruguaiano Miguel Angel Britos. De Laurentiis ,durante tutta la conferenza stampa, ha toccato come sempre parecchi argomenti, tra cui il rapporto con il calcio e la situazione che riguarda il pocho Lavezzi. Sull’argentino ha avuto parole di grande stima e la diatriba tra i due di un paio di anni fa sembra ormai sepolta : “Sapete che abbiamo avuto un passato segnato da una contrapposizione e da un chiarimento successivo. Lui è così, prendere o lasciare, con pregi e difetti. Ama la danza e la chitarra, è un sudamericano estremamente generoso e molto spesso segue l’istinto di questa generosità che lo porta a volte a sbagliare. Sentendo il boato del San Paolo a volte sbaglia: se fosse più freddo sarebbe una seconda punta da 13-14 gol a campionato, mentre ora si è assestato intorno ai 7-8 gol, con tantissimi assist che fanno andare in rete gli altri”.  Lavezzi ha una clausola rescissoria pari a 31 milioni di euro, che il Manchester City, pare sia disposto a sborsare: “Lui non può essere svenduto, è bene che se deve fare un balzo in avanti lo faccia veramente. Non perchè altri club siano più importanti del Napoli, ma perchè lui magari potrebbe volere nuovi stimoli, voglia di cambiare aria. Ma se lo vogliono devono pagarcelo per quello che vale, altrimenti anche lui vedrebbe deprezzato il suo valore. Ma io dico che Lavezzi è uno che paice ai napoletani, e io lavoro per i napoletani. E’ chiaro che se arriva qualcuno che paga la clausola rescissoria dobbiamo valutare la proposta”. Sempre su Lavezzi, il presidente ha risposto ad uno dei giornalisti presenti che chiedevano cosa risponde ad un’eventuale proposta per il Pocho: “Se va via il Pocho vedremo chi prendere. Di certo non Pastore: Zamparini mi sta usando come sponda per venderlo quanto più caro possibile. In ogni caso sarà anche il tecnico a dover scegliere quali caratteristiche dovrà avere l’eventuale sostituto dell’argentino“. Il patron azzurro ha voluto parlare anche del suo rapporto con il mondo del calcio, per il quale non stravede moltissimo, e dove ha intrapreso tante battaglie: “L’anno scorso lavoravamo per il quinto posto. Poi per la bravura di Mazzarri e per l’imprecisione delle concorrenti abbiamo fatto addirittura meglio. Ora stiamo affinando le armi nel nostro processo di crescita, per andare all’arrembaggio, che sia comunque assennato. Non esiste più il discorso di primo e secondo quinquennio, c’è un calcio che sta cambiando e noi non possiamo lasciare sulle poltrone i cosiddetti poltronisti che poi non fanno niente. Chi vuole stare in poltrona deve fare qualcosa, non può di certo riposarsi. A me quando dicevano, questo non si può fare, rispondevo: “perchè? per quale motivo?” e la risposta non c’era mai. Nel calcio mi sono ritrovato come a scuola, dove c’è qualcuno che mi dice cosa fare e cosa non fare. E quando chiedo spiegazioni mi si risponde in maniera stupidamente esaustiva: “è così”. E io mi incazzo. Qualche testa in futuro cascherà: o uccidono me o io cambierò qualcosa. Non è una minaccia, è la realtà. La Lega ha discusso di sei mesi su come dividere 200 milioni, senza pensare a come migliorare il nostro calcio e a recuperare quel quarto posto che ci è stato scippato dalla Germania. 

Durante  la conferenza stampa ha parlato anche Miguel Angel Britos che si è detto molto entusiasta di questa nuova avventura: “Sono molto contento di essere qui. A Bologna sono stato tre anni ed è stata un’avventura bellissima, ma ora avevo bisogno di fare il salto di qualità. E il Napoli me l’ha concesso. Cavani e Gargano? Ancora non li ho sentiti, volevo aspettare di firmare per essere tranquillo. In questi giorni li chiamerò. Credo che sia molto importante che il tecnico mi abbia voluto per le caratteristiche che ho, io cercherò di ripagare la fiducia sul campo”Mi auguro che arrivare a Napoli possa aiutarmi anche a conquistare la Nazionale. Il mio ruolo è quello di difensore centrale, io ho giocato in Uruguay per sei mesi nella difesa a tre. Non ho ancora parlato con il tecnico, cambierà qualcosa dal punto di vista tattico, ma sono molto fiducioso”

Michele D’Agostino