Valeria Golino parla del suo progetto da regista tratto dal romanzo “Vi perdono”

Valeria Golino

VALERIA GOLINO REGISTA – ”Sara’ un film dal tema molto delicato e spero di poter essere il più libera possibile nell’idearlo come vorrei. Se riusciamo, si farà tra la fine dell’autunno e l’inverno ma è ancora tutto in forse”, accenna l’attrice napoletana Valeria Golino, ospite della prima giornata del Giffoni Experience Festival in provincia di Salerno, in riferimento al suo prossimo progetto lavorativo per la prima volta da regista in un lungometraggio. Si tratterebbe di un adattamento del romanzo “Vi perdono” di Angela Del Fabbro (edito da Einaudi, e il cui vero autore è Mauro Covacich – spiega la Golino stessa), che affronta l’importante e delicato tema dell’eutanasia avendo come protagonista proprio una giovane dottoressa che aiuta clandestinamente a morire le persone che lo desiderano.

Valeria Golino aveva già diretto il cortometraggio “Armandino e il madre” (premiato a Taormina con il Nastro d’argento), ma vuole ora misurarsi con un film vero e proprio, che verrà adattato per lo schermo da Valia Santella e Francesca Marciano con la sua collaborazione, e sarà prodotto da Buena onda, la casa di produzione che l’attrice ha fondato insieme al compagno Riccardo Scamarcio.

“La produzione del film procede in maniera molto lenta – ha riferito l’attrice – Al momento il film difatti non c’è, più che altro è un’aspirazione da realizzare con la mia piccolissima casa di produzione di cui fa parte anche Riccardo Scamarcio. Ci vogliono finanziamenti ma per ora ne abbiamo chiesti pochi perché ci piacerebbe essere liberi nella realizzazione, ma questo allo stesso tempo compromette la possibilità che il film si faccia”.

Prossimamente uscirà nelle sale anche il film d’esordio di Ivan Cotroneo – “La kryptonite nella borsa”, tratto dal suo omonimo romanzo – che ha la Golino per protagonista, le cui riprese sono appena terminate e che sarà presentato al prossimo Festival di Roma: “Un’esperienza bellissima a cui mi sono avvicinata all’inizio con molte reticenze perché mi si proponeva un altro ruolo di madre e di donna diversa. In questo caso siamo negli anni ’70, interpreto una donna normalissima, con un marito e dei figli altrettanto normali, ma a un certo punto le succederà qualcosa che la porterà altrove, facendola diventare una donna moderna.”

Annarita Favilla