Giappone, il premier Kan: “Apriamo alle energie rinnovabili”

Uno dei reattori di Fukushima

IL GIAPPONE APRE ALLE ENERGIE RINNOVABILI – “Tenuto conto della gravità dei rischi dopo Fukushima, ho realizzato che la tecnologia non è qualcosa che possa essere gestita soltanto con misure di sicurezza convenzionali” ha detto il primo ministro giapponese Naoto Kan questa mattina nel corso di una conferenza stampa trasmessa in diretta televisiva.
Il Giappone dovrebbe ”ridurre la dipendenza dall’energia nucleare’‘ muovendosi verso le fonti rinnovabili. Assicurando che il Paese ”ha una produzione energetica sufficiente per l’estate e per l’inverno”, malgrado il blocco di 35 reattori su 54, Kan informa che il suo governo ha intenzione di impegnarsi per ridurre la dipendenza dall’energia nucleare e per trovare nuove fonti su cui investire.

L’ultimo dei rischi rilevati in Giappone dopo il terremoto e l’incidente alla centrale di Fukushima riguarderebbe una partita di carne di manzo – provenienti da una fattoria a circa 20 chilometri di distanza da Fukushima – contaminata al cesio per livelli di radioattività sette volte oltre i valori stabili per legge, finita sui mercati nipponici e con tutta probabilità tranquillamente consumata.

“L’episodio è un caso isolato provocato da un produttore individuale, che non costituisce un rischio per la salute e che non deve essere motivo di timori sull’efficacia dei controlli”, fanno sapere da Tokyo, ma il dipartimento dell’Agricoltura è stato comunque allertato ed effettuerà controlli sui mangimi per gli animali da macello e da latte.

Dopo mesi di dure critiche e di tentativi di sminuire il problema della sicurezza delle centrali, il governo nipponico sembra dunque voler cambiare atteggiamento e dichiara di essere interessato a una riduzione progressiva del nucleare, che oggi è la fonte energetica che copre il 30% del fabbisogno elettrico della popolazione nipponica.

Annarita Favilla