I norvegesi dicono basta all’immigrazione

LA NORVEGIA E L’IMMIGRAZIONE – I norvegesi non vogliono più stranieri nel loro paese. A dirlo sono i numeri di un recente sondaggio, secondo il quale il 53,7% dei 1380 intervistati chiede che si ponga un freno all’aumento dell’immigrazione in Norvegia. La percentuale è in crescita, visto che nel 2005 a non voler più stranieri erano il 45,8% dei cittadini norvegesi. Cosa è successo? Difficile dirlo. A pesare può essere stato il dato fornito mesi fa dalla polizia, secondo la quale tra gli stranieri è in crescita la criminalità. Di certo, poi, in molti a Oslo e dintorni sono convinti che le politiche di integrazione messe in campo dal governo norvegese abbiano fallito: la pensano così il 48,7% dei cittadini, secondo uno studio effettuato dal quotidiano Aftenposten.

Ma più in generale il dato non stupisce se messo in relazione con la salita dei partiti conservatori, soprattutto del Partito del Progresso che – se si toglie lo scandalo Birkedal con il quale ha perso molto seguito tra gli elettori – è in crescita costante da qualche anno: questo inverno il partito di Siv Jensen era addirittura la più grande formazione politica del paese. Ma è in tutto il Nord Europa che si respira un’aria contraria all’immigrazione. Dalla Norvegia alla Svezia, dalla Danimarca alla Finlandia in ciascun paese c’è almeno un partito che nel proprio programma elettorale include espressamente la lotta all’immigrazione. La crisi economica (forse non per la Norvegia) ha reso più complicati i rapporti tra autoctoni e stranieri: nelle grandi città gli immigrati sono in aumento. Molti norvegesi, così come i danesi, gli svedesi e i finlandesi, pensano sia tempo di dire basta.

Antonio scafati