Rivolta in Siria, Obama ammonisce Damasco: “Nessuno ha diritto di colpire nostra ambasciata”

RIVOLTA IN SIRIA – Dopo l’attacco subito dalle ambasciate americana e francese a Damasco, il presidente Barack Obama lancia un duro monito alla Siria governata da Bashar al-Assad (vedi foto). Il presidente Usa, in un’intervista rilasciata alla Cbs, ha dichiarato che “nessuno ha il diritto di prendere di mira la nostra ambasciata” e che il presidente Assad perde occasione dopo occasione di portare avanti riforme verso una transizione democratica e sta perdendo la sua legittimità agli occhi del suo popolo: “Ha perso occasione dopo occasione per presentare un reale programma di riforme. È questa la ragione per la quale noi operiamo a livello internazionale per fare in modo di mantenere alta la pressione, per vedere se possiamo raggiungere veri cambiamenti in Siria”. La Germania, presidente di turno del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, preme insieme ad altri paesi dell’Ue per una risoluzione più decisiva capace di condannare gli attacchi alle sedi diplomatiche di Parigi e Washington, ma Cina e Russia non sono d’accordo e minacciano di bloccare il testo con un veto. Guido Westerwelle, ministro degli Esteri tedesco, ha riferito che gli attacchi in Siria non sono accettabili: “Ogni governo, in ogni Paese, ha il chiaro diritto di proteggere ambasciate e delegazioni diplomatiche sul loro territorio”.

Intanto la guerra civile all’interno del Paese non accenna ad arrestarsi. Ieri l’esercito di Damasco ha fatto irruzione nella città di Kafr Nabel, nel Nord della nazione, dove negli ultimi giorni ci sono state intense manifestazioni antigovernative. L’emittente tv ‘al-Arabiya’ riferisce di aver udito colpi di arma da fuoco nel centro cittadino. 13 medici sono stati arrestati per aver pubblicamente opposto resistenza al governo di al-Assad.

Redazione