Il ministro Romano si appella all’Antimafia: “Con Cosa Nostra non c’entro”

Saverio Romano

ROMANO SCRIVE ALL’ANTIMAFIA – La vicenda giudiziaria del ministro per le Politiche agricole Saverio Romano sta causando un terremoto politico. Romano, coinvolto in un’inchiesta della Procura di Palermo, è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e nei suoi confronti ieri è stata inoltrata la richiesta di rinvio a giudizio.

Il titolare dell’Agricoltura ha fatto sapere che non intende presentare le dimissioni e oggi scrive a Beppe Pisanu, presidente della Commissione antimafia, per protestare la propria estraneità ai reati che gli vengono contestati. “In questa rappresentazione tragica, qualcuno vuole assegnarmi la parte del colluso con la Mafia, io non sono d’accordo – dichiara – Per quanto sopra, Le chiedo di convocarmi presso la Commissione che Ella presiede per una Audizione”.

Intanto l’Italia dei valori non esclude la presentazione di una mozione di sfiducia ma il diretto interessato non sembra preoccuparsene troppo. “L’Idv vuole far votare una mozione di sfiducia nei miei confronti? Lo facciano se hanno i numeri – dice – Non dipende certo da me se viene inserita in calendario a se viene concretizzata spero che lo si faccia il prima possibile. Ma serve il 10 per cento dell’assemblea, quindi…”

Secondo i magistrati palermitani che hanno chiesto il rinvio a giudizio “Romano avrebbe consapevolmente e fattivamente contribuito al sostegno ed al rafforzamento dell’associazione mafiosa (Cosa Nostra, ndr) intrattenendo, anche alla fine dell’acquisizione del sostegno elettorale, rapporti diretti o mediati con numerosi esponenti di spicco dell’organizzazione tra i quali Angelo Siino, Giuseppe Guttadauro, Domenico Miceli, Antonino Mandalà e Francesco Campanella”. Il titolare dell’agricoltura avrebbe inoltre “messo a disposizione di Cosa nostra il proprio ruolo, contribuendo alla realizzazione del programma criminoso dell’organizzazione tendente all’acquisizione di poteri di influenza sull’operato di organismi politici e amministrativi”.

T.D.C.