Guerra Libia: Gheddafi incita a marciare su Bengasi. “Sarkozy è un criminale di guerra”

GUERRA LIBIA – Oggi a Istanbul si terrà la quarta riunione del Gruppo di Contatto, dove parteciperanno i rappresentanti di 40 nazioni oltra ad Onu, Nato, Lega Araba, Unione Africana e Consiglio Nazionale di Transizione libica. Un vertice per ribadire la road map che consentirà di mettere fine alla guerra in Libia, previa destituzione del Colonnello Gheddafi e promozione di elezioni libere. In Turchia ci sarà il ministro degli Esteri Franco Frattini che ha spiegato che si “lavorerà in particolare affinché si formuli una proposta di negoziato, si autorizzi l’inviato dell’Onu al-Khatib a presentare l’offerta per avere un rapido cessate il fuoco, si arrivi all’individuazione certa degli interlocutori e alla creazione di un governo pan-libico in vista di elezioni democratiche”.

Intanto il regime di Muammar Gheddafi ha annunciato il blocco totale della collaborazione energetica con l’Italia e ha deciso che in futuro non verranno più stabiliti accordi con l’Eni, poichè l’Italia non ha rispettato il patto di non aggressione stipulato tre anni fa con il governo libico. In risposta il ministro Frattini dichiara che è l’Italia a non voler stabilire accordi economici con il regime fedele al rais, in quanto il Paese maghrebino è sottoposto ad embargo.

Ieri sera il rais è tornato a parlare in un messaggio audio trasmesso alla tv di Stato e nella piazza di Tripoli, dove erano radunati molti suoi sostenitori. Gheddafi punta il dito contro l’Alleanza Atlantica e i governi dell’Ue, colpevoli di aver bombardato i civili e ucciso donne e bambini. “Vogliamo una relazione di amicizia con la popolazione europea, non con i criminali di guerra europei che dovrebbero essere mandati alla corte penale. Sarkozy è un criminale di guerra che ha macchiato la storia della nazione francese e distrutto i rapporti tra il suo Paese, la Libia e i Paesi musulmani. E’ mentalmente disturbato”. Inoltre il rais ha esortato i suoi uomini alla resistenza e a marciare su Bengasi contro i traditori: “Dobbiamo mobilitarci, donne e uomini: non c’è un esercito, ma un popolo armato. Bisogna che in un mese la Libia torni come era. Preparatevi a finire la guerra”.

Redazione