Manovra 2011, Pier Luigi Bersani: “Berlusconi deve andare a casa”

MANOVRA 2011 – Le opposizioni hanno permesso una celere approvazione della manvora finanziaria, senza opporre ostruzionismi. Ma Pier Luigi Bersani, leader del Pd, ribadisce le sue critiche alle nuove norme e al governo in genere, chiedendo al premier Berlusconi di avere la franchezza di abbandonare il governo e indire elezioni anticipate. “Berlusconi deve andare a casa”, ha dichiarato Bersani che, in un’intervista al quotidiano ‘La Repubblica”, rilancia l’ipotesi di governo di transizione in alternativa al voto: “Si deve andare ad elezioni, con nuovi protagonisti, nuovi programmi, nuove ricette nel rispetto del saldo di bilancio. Solo questo può ridare fiducia, credibilità e un senso di riscossa al Paese”. Oppure ci sarebbe l’ipotesi “di un passaggio di transizione che renda possibile allestire una nuova legge elettorale e imbastire le riforme”.

La manovra stilizzata dal ministro Tremonti, secondo il leader del Pd, va a colpire le fasce medio-basse, specie per quanto riguarda il pagamento del ticket che Bersani promette di eliminare quando il centro-sinistra andrà al governo. “Colpisce i ceti medi e bassi, sega le autonomie locali, non mette niente sul tema della crescita, non disturba in modo significativo chi ha di più. I tagli lineari sulle detrazioni si rivolgono a chi paga le tasse”.

Rosy Bindi definisce la manovra una “macelleria sociale” che dilata le disuguaglianze nel Paese: “Dopo aver messo a rischio la scuola pubblica -spiega Rosy Bindi- ora il governo mette a rischio la salute pubblica, rende i poveri più poveri e dà il colpo di grazia a quel poco di ceto medio che era rimasto nel Paese”.

Redazione