Manovra economica, Martino (Pdl): “Ennesima porcheria contro poveri e partite Iva”

Antonio Martino, ex ministro difesa, II e III Governo Berlusconi
MARTINO (PDL) SU MANOVRA: PORCHERIA – E’ durissimo il commento del deputato del Pdl Antonio Martino sulla manovra economica del governo, approvata ieri al Senato con la fiducia e oggi in votazione alla Camera: Questa manovra è l’ennesima porcheria, colpisce la povera gente e anche il popolo delle partite Iva. Avevamo promesso che gli avremmo abbassato le tasse e invece muoiono come mosche”, ha detto Martino al Corriere della Sera.

Il deputato ha espresso anche la volontà di abbandonare il Pdl. “Sono stato da Berlusconi e gli ho detto che per me restare non ha più senso”, ha spiegato Martino e ha aggiunto: “I nostri elettori sono furibondi. Gli unici liberali rimasti sono Galan e Crosetto. Non sarà un caso se in questo governo i socialisti sono la maggioranza. Sacconi, Brunetta…”. Martino accusa anche Tremonti di essere “socialista”.

“Abbiamo un sistema fiscale assurdo – ha affermato Martino – Ire, Ires e Irap fruttano il 14,6% del reddito nazionale, non sarebbe più sensata una sola aliquota del 20%. La colpa del mancato gettito non è tanto dell’evasione fiscale, ma di elusione ed erosione“. E riferito a Tremonti ha detto: “Quando il genio di Sondrio aprì il suo studio di tributarista, solo nel primo anno fece erodere ai suoi clienti, in modo legale, base imponibile per 600 miliardi di lire. Il che, tradotto in parcelle vuol dire qualcosa come tre miliardi”.

E con la manovra economica messa a punto dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti saranno soprattutto le famiglie, in modo particolare quelle con reddito medio basso e figlio a carico, a pagare il prezzo più alto per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2014.

Con i tagli sugli asili nido, spese mediche, mutui e istruzione, secondo i calcoli, le famiglie potrebbero rimetterci oltre mille euro in due anni.

Un taglio lineare del 5% per il 2013 e del 20% a partire dal 2014 toccherà tutte le 483 agevolazioni fiscali, comprese quelle per le famiglie.

Per rafforzare la manovra il governo ha deciso di tagliare subito tutte le agevolazioni fiscali, con l’obiettivo di recuperare un gettito pari, a regime, a 20 miliardi (4 miliardi nel 2013 e 20 miliardi a partire dal 2014).

Un taglio lineare viene introdotto anche per le altre detrazioni e deduzioni che subiranno sul risparmio energetico, le ristrutturazioni edilizie, il terzo settore e le Onlus, l’Iva, le accise e i crediti d’imposta.

L‘importo della manovra finanziaria è stato incrementato fino a complessivi 79 miliardi di euro.

E’ stata anticipata anche la reintroduzione del ticket sanitario. Da lunedì prossimo si pagheranno 10 euro per le visite specialistiche e 25 euro per il codice bianco al pronto soccorso.

Riguardo alle pensioni, chi ha 40 anni di contributi andrà in pensione un mese più tardi nel 2012, due mesi dopo nel 2013 e tre nel 2014.

Viene introdotto anche un prelievo del 5% per le pensioni superiori ai 90 mila euro l’anno e del 10% per chi supera i 150 mila euro.

Chi possiede azioni, obbligazioni o titoli di Stato subirà un prelievo di 34,20 euro fino a 50 mila euro, 70 euro fino a 150 mila, 240 euro tra 150 e 500 mila euro, 680 euro oltre i 500 mila.

Oggi la Camera voterà la fiducia sulla manovra economica. Non verranno apportate modifiche al testo approvato ieri dal Senato a temo di record.

Redazione