Manovra finanziaria: ‘miracolo’ o ‘Titanic’?

MANOVRA FINANZIARIA – Il Senato dà l’ok alla manovra da 70 miliardi di euro che ora dovrà essere approvata dalla Camera entro stasera. “Un miracolo” l’ha definito il presidente Giorgio Napolitano riferendosi all’intesa raggiunta da maggioranza e opposizione al fine di dare una risposta celere e decisa alla crisi dei mecati finanziari. Ma nel decreto, approvato senza ostruzionismi, restano forti perplessità per alcune scelte antipopolari e per l’aumento delle tasse, anche se il ministro Tremonti parla di una manovra paragonabile al Titanic, dove affondano tutti i passeggeri, anche quelli in “prima classe”. Il tutto al fine di raggiungere il pareggio di bilancio: “L’aggravarsi della crisi ha reso ancora più evidente la ragione politica di questo decreto – ha sostenuto Giulio Tremonti -. Oltre alle azioni già fatte in passato anche con il decreto sviluppo, la manovra contiene 16 nuove azioni per la crescita. Il bilancio pubblico lo si fa tutto per legge, il pil no. Servono decreti come questi e come altri. Certamente si può fare di più, sentiremo tutti ma non si può dire, perché non è corretto, che non abbiamo fatto molto per lo sviluppo. Senza la tenuta conti – ha concluso il ministro dell’Economia – non ci sarebbe stato neanche il pil che c’è stato finora”.

Ma tra le soluzioni che fanno ancora discutere si evidenziano il taglio alle agevolazioni fiscali, alle pensioni, ticket sanitari, patto di stabilità, stock option. Sin da lunedì pagheremo il ticket di 10 euro sulle ricette mediche e di 25 euro per gli interventi del pronto soccorso in codice bianco. Il taglio delle agevolazioni fiscali non verrà applicato solo se entro il 30 settembre sarà esercitata la delega per la riforma dell’assistenza: taglio del 5% per il 2013 e del 20% dal 2014 e riguarderà anche le agevolazioni fiscali per le famiglie con figli: vengono colpite anche le spese per l’istruzione, quelle mediche e per gli asili nido, tagli ai bonus per le ristrutturazioni edilizie, per le Onlus, per le pensioni. Inoltre gli aumenti delle aliquote delle accise disposte il 28 giugno 2011 ‘restano confermate a decorrere dal primo gennaio 2012.

Oggi la manovra passa alla Camera e da Zagabria, dove Giorgio Napolitano è in visita, giungono i complimenti del Presidente della Repubblica: “Giudico molto positivo l’accordo sui tempi. In quattro e quattr’otto nessuno poteva pensare ad un accordo anche sui contenuti. L’accordo raggiunto è il segno di una comune percezione da parte di tutti dei rischi a cui è esposta l’Italia e di una comune assunzione di responsabilità”. In poche parole…un vero e proprio miracolo che per gli Italiani medi sarà un vero e proprio salasso.

Redazione