Yemen: annunciato il rientro in patria di Saleh per il 17 luglio

Il Presidente dello Yemen Ali Abdullah Saleh
YEMEN: SALEH IN PATRIA DOMENICA – Domenica 17 luglio ricorrerà l’anniversario dei 33 anni di ascesa al potere per il Presidente dello Yemen Ali Abdullah Saleh, ricoverato in Arabia Saudita in seguito all’attentato al palazzo presidenziale di Sana’a il 3 giugno scorso. E proprio per domenica 17 è stato annunciato il suo rientro in patria.

L’annuncio è stato fatto alla Cnn da Zaid Thari, consigliere politico del Congresso generale del popolo, il partito del presidente, al potere in Yemen. Per il rientro di Saleh, si stanno preparando in Yemen grandi festeggiamenti, ha detto Thari, aggiungendo che, una volta in patria, sarà lo stesso presidente a decidere il futuro del paese.

Intanto, in Yemen sono proseguiti in questi giorni gli scontri tra gli oppositori e le forze governative. Ieri, nella zona di Ahrab, a nord della capitale Sana’a, la Guardia repubblicana, guidata dal figlio di Saleh, ha bombardato un villaggio, provocando la morte di sette miliziani; da circa un mese le tribù locali, fedeli allo sceicco Sadiq al-Ahmar, si sono rivoltate contro Saleh. Due giorni fa, nel sud dello Yemen, a Taiz, già teatro di numerosi scontri, sono morte due persone e altre sono riamaste ferite in nuovi scontri con le truppe governative, che hanno sparato colpi di mortaio e schierato mezzi blindati nella piazza centrale della città, dove dallo scorso maggio i manifestanti hanno allestito una tendopoli in segno di protesta contro il regime.

Anche oggi, le forze della Guardia repubblicana sono tornate a colpire gli oppositori. La tv satellitare Al Arabiya riferisce di bombardamenti molto pesanti contro la città di Taiz.

Da febbraio milioni di yemeniti chiedono le dimissioni del presidente Saleh. Secondo i gruppi per la difesa dei diritti umani, dall’inizio delle proteste antigovernative nel Paese arabo sarebbero state ucccise oltre 350 persone.

Venerdì scorso, 8 luglio, Saleh, con un messaggio registrato,era apparso alla tv di Stato yemenita, per la prima volta dall’attentato del 3 giugno. Visibilmente provato dalla ferite riportate, si è mostrato tuttavia deciso e combattivo. Nel suo discorso, Saleh si era detto disponibile alla “partecipazione dell’opposizione alla vita politica“, purché “la Costituzione e le leggi dello Yemen” fossero rispettate.

Durante il suo ricovero in Arabia Saudita ci sono state forti pressioni dalle opposizioni, e anche dagli Stati Uniti, affinché Saleh appoggi il piano di transizione politica elaborato dal Consiglio di Cooperazione del Golfo, piano che prevede le sue dimissioni.

Redazione