La festa del 14 luglio fa scoppiare la polemica in Francia

Uno scorcio della parata del 14 luglio

LA FRANCIA E IL 14 LUGLIO – All’indomani della tradizionale parata militare, svoltasi a Parigi il 14 luglio per commemorare i 222 anni dalla presa della Bastiglia, la coesione nazionale e l’orgoglio patriottico hanno lasciato il posto in Francia ad un fiume di polemiche. Lo storico défilé che giovedì scorso ha trionfalmente attraversato gli affollati Champs Elysées di Parigi non è infatti piaciuto ad Eva Joly, candidata verde alle elezioni presidenziali del 2012, la quale, dando prova del suo forte orientamento “a sinistra”, ha niente di meno proposto di abolire la sfilata militare tanto cara ai nostri cugini d’Oltralpe, e di sostituirla con una manifestazione di ordinari cittadini, all’insegna della pace e dell’uguaglianza.

La candidata ecologista, decisa sin dall’inizio della campagna presidenziale a non fare mistero della sua “radicalità” in termini di  obiettivi politici, ha criticato l’immagine della “Francia guerriera” coltivata ogni anno dalla nazione tramite la sfilata del 14 luglio, ed ha precisato che a suo dire esisterebbe un’ “antinomia” tra questa e le parole dei rivoluzionari che dettero l’assalto alla Bastiglia 222 anni fa.

La proposta ha sollevato l’indignazione delle forze di destra che, per dirla in maniera eufemistica, hanno fortemente contestato nella giornata di ieri la leader del Partito dei Verdi (EELVI). Facendo infatti allusione alla doppia nazionalità della Joly, nata ad Oslo nel 1943 e venuta in possesso della nazionalità francese tramite matrimonio, alcuni esponenti di destra si sono infatti chiesti, forse non proprio ingenuamente, che cosa potesse saperne dei valori della Repubblica una norvegese trapiantata in Francia. Lionel Tardy, deputato dell’UMP, è stato il più critico nei riguardi della candidata ecologista qualificando la sua proposta come “ridicola” e “demagogica” ed augurandosi un celere ritorno di questa nell’ospitale terra dei fiordi.

Marine Le Pen, leader del Fronte Nazionale, che già in passato aveva espresso la sua riprovazione per le origini straniere della Joly, ha invece affermato: “Non credo che sia legittimo presentarsi alle presidenziali della Repubblica quando si è diventati francesi tardivamente (…). Ciò mostra che Madame Joly non ne capisce assolutamente nulla dei legami estremamente profondi esistenti fra il popolo francese ed il suo esercito”.

La sinistra, quanto a lei, ha espresso il suo disappunto nei riguardi della Joly, ma ha anche criticato fortemente gli attacchi “xenofobi” lanciati contro di lei. Simili posizioni esprimono oggi gli editorialisti francesi, i quali si sono detti urtati dalla proposta fatta dalla Joly, ma altresì scioccati dalla veemenza delle reazioni sollevatesi a destra.

Flavia Lucidi