Siria: oggi a Istanbul il “Congresso di salvezza nazionale” degli oppositori del regime

Bashar al Assad

SIRIA IN RIVOLTA – Si contano oggi le vittime e i feriti della manifestazione antigovernativa avutasi ieri in numerose città della Siria, che ha visto protagonisti per la prima volta nella storia del Paese più di un milione di persone in protesta contro il regime di Bashar al Assad: secondo le Ong siriane, la repressione del governo attuata attraverso le forze di sicurezza sarebbe costata la vita a 41 cittadini, dei quali 27 rimasti uccisi a Damasco. L’ “Osservatorio siriano dei diritti dell’Uomo” conta poi circa 300 arrestati subito dopo gli scontri, e racconta di decine di pullman pieni di uomini della sicurezza che, giunti nel villaggio di Kafar Nubol (vicino al confine turco), sarebbero entrati nelle case per compiere perquisizioni e violenze – “Decine di persone sono state arrestate in quel villaggio, dove si sono uditi numerosi spari”.

Questa mattina si è aperto a Istanbul un incontro – intitolato “Congresso di salvezza nazionale” – per procedere alla discussione delle possibili strategie di deposizione del regime Al Assad, al quale hanno preso parte circa 350 oppositori siriani: “Il congresso punta a raggiungere una road map che possa permettere al paese di uscire dal totalitarismo e dalla tirannia per raggiungere un percorso democratico”, attraverso la creazione di una struttura di coordinamento permanente dell’opposizione costituita da “rappresentanti dell’opposizione” e  “giovani della Rivoluzione”, dicono gli organizzatori.

Un’altra analoga riunione prevista sempre per oggi a Damasco è stata annullata dati i violenti scontri di ieri: “Le forze di sicurezza hanno attaccato e ucciso diverse persone; centinaia quelle mandate all’ospedale e arrestate. Non avrebbero mai permesso a nessuno di organizzare una riunione” ha spiegato Haitham al-maleh, una delle principali figure dell’opposizione siriana.

Annarita Favilla