Siria: sale a 41 il numero delle vittime della repressione, 300 persone arrestate

Manifestanti siriani
SIRIA: MORTI IN REPRESSIONE – E’ salito a 41 il numero delle vittime della repressione del Presidente Bashar Al Assad messa in atto nel corso delle manifestazioni che si sono tenute ieri in tutta la Siria, dopo il venerdì di preghiera, come accade da quattro mesi.

Il numero dei morti è stato comunicato dagli attivisti dell’Organizzazione Nazionale per i Diritti Umani (Ondu), citati dall’agenzia d’informazione Dpa. Gli attivisti segnalano l’uccisione di 27 persone a Damasco, mentre altri morti si sono avuti a a Homs, a Idlib, nel nord, e a Daraa.

L’agenzia d’informazione ufficiale Sana riferisce invece di 12 morti, tra civili e agenti di polizia, uccisi da bande armate, che, stando all’agenzia, “hanno aperto il fuoco contro alcune adunate, dopo la preghiera del venerdì”

L’Ong Osservatorio siriano dei diritti dell’Uomo comunica che, dopo le manifestazioni di ieri, sono state arrestate in Siria circa 300 persone: “Le autorità ieri hanno arrestato quasi 300 persone, quasi cento delle quali nei villaggi della regione di Jabal al-Zawi”, nel governatorato di Idleb, vicino al confine con la Turchia, afferma l’Ong.

L’Osservatorio siriano dei diritti dell’Uomo denuncia anche che nel villaggio di Kafar Nubol, a Jabal al-Zawiya, gli uomini di Assad hanno compiuto “perquisizioni nelle case”, nel corso della quali gli abitanti hanno subito percosse da parte delle forze di sicurezza siriane. A Kafar Nubol sono anche state arestate diverse persone.

Nel frattempo, è stato cancellato il vertice dell’opposizione che si sarebbe dovuto tenere oggi a Damasco, in contemporanea con quello di Istanbul, dove si incontrano i dissidenti siriani all’estero. Lo ha comunicato la tv satellitare panaraba Al Jazeera. L’annullamento del vertice è stato deciso come forma di protesta contro la repressione messa in atto ieri dalle forze di sicurezza di Assad. Oggi si sarebbero dovuti incontrare a Damasco 45 dissidenti per decidere sulla costituzione di un governo-ombra a quello del presidente Assad. I dissidenti radunati ad Istanbul, invece, sono tornati a chiedere le dimissioni del presidente siriano; il loro obiettivo è quello di avviare una transizione pacifica del potere in Siria.

Nelle manifestazioni di ieri circa un milione di persone sono scese in strada. La richiesta dei manifestanti è sempre la stessa: le dimissioni di Bashar Al Assad.

Le proteste contro il regime in Siria sono scoppiate a metà marzo; in questi quattro mesi, secondo gli attivisti, sono morte oltre 2.000 persone, 15.000 sono state arrestate e altre 15.000 circa hanno lasciato il Paese per sfuggire alla repressione.

Redazione