Gran Bretagna: si allarga lo scandalo intercettazioni, dimissioni anche per n.2 di Scotland Yard

John Yates
GRAN BRETAGNA: SCANDALO INTERCETTAZIONI – E’ ormai un fiume in piena che travolge tutto e tutti lo scandalo delle intercettazioni illegali esploso nei giorni scorsi in Gran Bretagna. Protagonista il giornale di Rupert Murdoch, News of the World, tabloid britannico fondato a Londra 168 anni fa, che travolto dalle polemiche e dalle inchieste è stato chiuso in tutta fretta, con l’ultimo numero uscito lo scorso 10 luglio.

Dopo l’arresto dell’ex direttore del giornale ed ex portavoce di David Cameron, Andy Coulson, ieri è toccato alla potente Rebekah Brooks, temutissima ex direttrice del tabloid, poi promossa da Murdoch ad amministratore delegato di News International, il ramo britannico della potente holding editoriale del magnate australiano, News Corp. La Brooks, dopo le sue dimissioni venerdì scorso da News Intarnational, è stata arrestata ieri e subito rilasciata su cauzione.

Lo scandalo, per il coinvolgimento della polizia, che corrotta dai giornalisti e investigatori privati del News of the World avrebbe rivelato informazioni riservate, ha portato ieri anche alle dimissioni di Sir Paul Stephenson, capo di Scotland Yard. Stephenson avrebbe ricevuto regali di lusso proprio dal News of the World.

Ma i “caduti” eccellenti non finiscono qui: oggi, infatti, arriva la notizia delle dimissioni di un altro pezzo grosso di Scotland Yard, John Yates, assistant commissioner della polizia britannica e vice di Sir Paul Stephenson.

Intanto, domani sono attesi per un’audizione alla commissione cultura della Camera dei Comuni di Londra, Rupert Murdoch e il figlio James, che verranno ascoltati sulla vicenda dello scandalo intercettazioni. Sarà presente anche Rebekah Brooks, già convocata la scorsa settimana, ma la cui presenza era data in forse per via dell’arresto. Oggi la portavoce della Brooks ha fatto sapere che l’ex direttrice del News of the World ed ex amministratore delegato di News International risponderà alle domande dei deputati britannici.

Il Primo Ministro David Cameron, nel frattempo, ha annunciato che mercoledì prossimo, 20 luglio, il Parlamento britannico si riunirà per discutere dello scandalo sulle intercettazioni illegali. Le dimissioni del capo di Scotland Yard rappresentano un fatto grave, che non coinvolge più solo un editore privato, ma le stesse istituzioni della Gran Bretagna, minando la fiducia dei cittadini e mettendo a rischio anche la stessa leadership di Cameron, che un anno fa scelse come responsabile della propria comunicazione proprio un ex direttore, ora sotto inchiesta, del News of the World, quell’Andrew Coulson, che rilasciato dopo l’arresto, una settimana fa, disse ai giornalisti che lo aspettavano fuori dalla stazione di polizia: “Il peggio deve ancora venire…”.

Oggi, Cameron, dopo aver ringraziato il capo della polizia, Sir Paul Stephenson, per il lavoro svolto, ha tenuto a distinguere la sua situazione da quella dell’ex capo di Scotland Yard. Stephenson, infatti, al momento dell’annuncio delle sue dimissioni, che lui stesso ha attribuito a legami con Neil Wallis, ex vicedirettore del News Of The World in seguito assunto come consigliere dalla polizia, ha paragonato la sua situazione a quella del Premier. Quando Wallis fu assunto nel 2009 come consigliere della polizia, non risultava coinvolto nello scandalo delle intercettazioni, quando invece Andy Coulson diventò capo della comunicazione di Cameron, la vicenda delle intercettazioni illegali al News of the World era già emersa con evidenza, ha sottolineato Stephenson.

Cameron, tuttavia, ha voluto fare dei distinguo, precisando che “Coulson ha lavorato bene al governo” e che “la situazione nel servizio di polizia metropolitana è veramente diversa da quella del governo, se non altro perché le vicende che la polizia metropolitana è chiamata a seguire, hanno un effetto diretto sulla fiducia dell’opinione pubblica riguardo all’inchiesta della polizia sul caso News of the World e quindi sulla polizia stessa”.

Il sindaco di Londra ed ex giornalista, Boris Johnson, dopo aver commentato positivamente le dimissioni del capo di Scotalnd Yard e del suo vice, ha detto che lo scandalo delle intercettazioni riguarda anche altri tabloid e non solo i giornali di Murdoch. Tutti i direttori di testate dovrebbero essere chiamati a rispondere davanti alla commissione d’inchiesta per spiegare quello che succede nei loro giornali, ha sottolineato il sindaco di Londra.

Valeria Bellagamba