Omicidio Melania Rea: Salvatore Parolisi torna al lavoro in caserma

OMICIDIO MELANIA REA – Il giallo sull’omicidio di Melania Rea ancora non trova una soluzione e il marito Salvatore Parolisi resta l’unico indagato per la brutale uccisione di Carmela, assassinata nel bosco di Ripe di Civitella, nel Teramano, con oltre trenta coltellate. Non ci sono prove che incastrerebbero il caporal maggiore del 235^ Reggimento Piceno, ma il gip di Ascoli potrebbe chiedere una misura cautelare per il vedovo a causa di inquinamento delle prove. Infatti l’uomo di Frattamaggiore avrebbe cancellato il suo profilo Facebook subito dopo l’omicidio della moglie ed ha cercato di celare il suo secondo teelfonino, recuperato grazie alla testimonianza di un comune cittadino. Ma secondo l’accusa Parolisi avrebbe ucciso la moglie mentre la loro figlia Vittoria dormiva in auto.

Stamane Salvatore passerà a ritirare la sua Renault Scenic al Ris di Roma, dove è stata setacciata senza trovare elementi utili alle indagini, e poi tornerà a riprendere regolarmente servizio presso la caserma marchigiana, ma non più come addestratore di reclute. Secondo i suoi avvocati Walter Biscotti e Nicodemo Gentile ad uccidere Melania sarebbe stata una donna, come risulta dal Dna femminile trovato sotto un’unghia della donna, ma secondo indiscrezioni è trapelato che quella traccia genetica non sarebbe da sfregamento, quindi tra la donna di Somma vesuviana e la sua assassina non ci sarebbe stata nessuna colluttazione.

Intanto lascia riflettere la traccia di saliva di Parolisi trovata sulle labbra e le gengive di lei: secondo l’accusa il caporal maggiore avrebbe baciato la moglie per tenerle ferma la testa e colpirla a morte nel bosco delle Casermette, luogo che conosce bene poichè nelle immediate vicinanze si tengono gli addestramenti (anche notturni) delle soldatesse del Reggimento Piceno. Resta però il mistero sulle ferite da taglio inflitte sul cadavere di Melania alcune ore dopo la morte: dopo la denuncia della scomparsa della moglie, Salvatore Parolisi è “sotto gli occhi di tutti” come fanno notare i suoi legali. Per l’accusa è un indizio che il caporal maggiore avesse un complice

Redazione