Cicchitto su caso intercettazioni Inghilterra: quelle della magistratura italiana peggio di quelle di Murdoch

Fabrizio Cicchitto

CICCHITTO SU INTERCETTAZIONI INGHILTERRA – Sullo sfondo dello scandalo intercettazioni britannico che ha recentemente travolto il noto magnate australiano Rupert Murdoch – mentre la vicenda acquista nelle ultime ore le tinte di un giallo, con la notizia della morte dell’ex giornalista di News of the Wordl Sean Hoare (le cui dichiarazioni aprirono il caso) e l’attacco hacker sul Sun e altri siti di informazione (con la pubblicazione – ora rimossa – di un servizio che annunciava la morte di Murdoch) – giunge la dichiarazione del capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto: “Si parla giustamente su tutti i giornali italiani dello scandalo Murdoch in Inghilterra sulle intercettazioni abusive. Non si parla invece dello scandalo italiano delle intercettazioni a cui è stato fatto oggetto il presidente del Consiglio. Come minimo i due scandali sono omologhi, nella realtà quello italiano sopravanza di gran lunga quello inglese visto che nel nostro caso non è implicato un editore privato ma settori della magistratura”
Cicchitto, insieme al Ministro della giustizia Alfano, era già intervenuto a fine giugno –  subito dopo le prime pubblicazioni di stralci dalle intercettazioni legate all’inchiesta sulla P4 riguardante Bisignani, Papa e pezzi del Pdl – ribadendo la volontà e necessità della maggioranza di approvare prima possibile un decreto sulle intercettazioni, per fermarne lo scandaloso abuso e in generale l’uso di quelle definite “penalmente non rilevanti”: “Nei mesi passati l’operazione è stata fatta su Arcore. Oggi attraverso Bisignani sono stati intercettati alcuni ministri e altri uomini politici con l’evidente obiettivo di destabilizzare il Pdl. Queste operazioni di per sé assolutamente irregolari non vengono neanche fatte a 360 gradi – e aggiunse – Ad esempio ci immaginiamo quali effetti potrebbero esserci se fosse intercettato il maggior lobbista di Carlo De Benedetti, ma è evidente che in questo quadro egli può lavorare in assoluta tranquillità”.

Annarita Favilla