Morte di Mario Cal: si uccide il braccio destro di don Verzè. Buco da un miliardo all’ospedale San Raffaele

MORTE DI MARIO CAL – Mario Cal si è tolto la vita con un colpo di pistola. L’ex vicepresidente dell’ospedale San Raffaele e braccio destro del fondatore don Luigi Verzè, dopo essere stato ascoltato dai pm di Milano nei giorniscorsi, in relazione al buco da un miliardo di euro nei conti del gruppo ospedaliero, ha deciso di suicidarsi nel suo ufficio all’interno dello stesso presidio ospedaliero. A scoprire il macabro atto è stata la segretaria che ha udito il colpo di arma da fuocoe ha poi trovato Cal riverso sulla scrivania, con in pugno la sua pistola (un revolver calibro 38 legalmente detenuto). Inutili i tentativi di soccorrerlo.

Prima di morire ha scritto due lettere di addio, una alla segretaria, un’altra a sua moglie: entrambe non erano riuscite a cogliere alcuna avvisaglia, nessuna intenzione, nessun movimento o atteggiamento strano. Si è inizialmente parlato del giallo della pistola spostata, ma in realtà fonti investigative hanno spiegato che il revolver è stato spostato con un calcio da uno dei soccorritori ed è stato aperto un fascicolo per istigazione al suicidio solo per poter effettuare l’autopsia.

Mario Cal aveva 71 anni e per anni aveva affiancato il fondatore dell’ospedale San Raffaele, don Verzè. La scorsa settimana era stata sancita la sua uscita di scena con l’elezione di un nuovo consiglio di amministrazione per la fondazione e la nomina a vicepresidente di Giusepe Profiti. Una delusione che non è riuscita a reggere…

Redazione