Costo politica: Upi e la proposta di riduzione. Province e Comuni nel mirino

Soldi

COSTO POLITICA – L’Unione delle Province d’Italia (Upi) ha esposto la situazione circa il bilancio in politica durante la Conferenza stampa sviluppata dalle Province con lo scopo, appunto, di apportare dei tagli al “costo” della politica. Intitolata “Norme sulla razionalizzazione delle Province, sull’istituzione delle Città metropolitane, sull’accorpamento di Comuni e sulla soppressione di enti territoriali intermedi e trasferimento delle relative funzioni“, la conferenza ha lasciato emergere che le Province rappresentano l’1,5% della spesa pubblica totale del Paese. Le cifre spese per gli eletti in Provincia è pari al 5,5% del totale, contro il 20,3% degli eletti in Parlamento, il 44,2% degli eletti nelle Regioni e il 30% degli eletti nei Comuni. In complessivo il prezzo degli enti strumentali di Regioni, Province e Comuni ammonta a circa 7 miliardi di euro.

Qualora la proposta di legge fosse approvata comporterebbe una netta ed immediata riduzione dei costi e quindi un risparmio consistente da poter investire in altro modo. Nello specifico il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione ha dichiarato: “Sono settimane che, partiti politici, singoli parlamentari, esponenti delle forze economiche e sociali si esercitano in dichiarazioni su come ridurre i costi della politica. Una questione, ormai, imprescindibile, su cui è necessario il massimo impegno di tutta la classe dirigente del Paese – ha spiegato -. Ma il tema va affrontato fuori dalla demagogia, con proposte concrete capaci di dare non segnali, che a poco servono, ma risposte vere al Paese. Per questo come Upi ci siamo impegnati a scrivere una proposta di legge che presenteremo – ha continuato – a tutti i partiti politici, a Regioni e Comuni e ai cittadini, attraverso la quale, in meno di un mese, si può arrivare a tagliare la spesa improduttiva”.

Suddiviso in 10 articoli il testo di legge riguarda: il dimensionamento delle Province, fusione dei Comuni e associazionismo degli enti locali; soppressione di enti intermedi e strumentali; l’istituzione delle Città metropolitane; l’ esercizio diretto delle funzioni fondamentali; l’abolizione dei Consorzi di Bonifica, dei Bacini Imbriferi Montani, degli Enti Parco Regionali, degli Ato Acque e Rifiuti; l’istituzione della Stazione Unica Appaltante; la previsione dell’applicazione della legge anche alle Regioni a Statuto Speciale.

Sulla vicenda si incentra anche ‘I segreti della casta di Montecitorio’, la pagina creata su Facebook da un utente anonimo, che si firma Spidertruman, per rivelare quanto costa agli italiani mantenere la classe politica. L’utente misterioso spiega di essere stato “licenziato dopo 15 anni di precariato” alla Camera e di aver quindi “deciso di svelare pian piano tutti i segreti della casta”. Il popolo di Internet ha apprezzato l’iniziativa e nel giro di ventiquattro ore la pagina ha raggiunto i trentamila fan.

Per il momento non ci sono nomi ma si parla di case automobilistiche che applicano riduzioni del 20% ai parlamentari, di compagnie telefoniche che permettono ai politici di usufruire di tariffe estremamente convenienti e di poliziotti utilizzati come autisti. Inoltre Spidertruman riferisce di deputati che avrebbero denunciato finti furti di pc al fine di intascare il rimborso previsto in questi casi e poter così acquistare altri computer.

Redazione online