Rivolta in Siria: proteste alla periferia di Damasco, Bashar al-Assad pensa a nuove elezioni

RIVOLTA IN SIRIA – Sono passati 4 mesi dall’inizio della rivolta in Siria, ma i focolai bellici non accennano a spegnersi. Le forze governative, guidate dal fratello del presidente siriano Bashar al-Assad. Ieri hanno circondato un sobborgo della capitale Damasco, teatro di una grande protesta anti-regime. Secondo gli abitanti del posto centinaia di miliziani vestiti con mimetiche, cinturoni di munizioni ed elmetti hanno chiuso ogni accesso al quartiere di Harasta dove abitano 150mila persone e tagliato acqua, elettricità e linee telefoniche, al fine di costringere alla resa i rivoltosi e mostrare il pugno duro del regime. Decine di persone sono state arrestate, mentre la gente del posto parla di centinaia di arresti che si vanno a sommare a quelli effettuati metodicamente ogni giorno. L’appello lanciato dal segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, affinchè si ponga fine all’escalation di violenze sembra cadere nel vuoto; il suo portavoce al Palazzo di Vetro dichiara che “Il segretario generale segue con forte inquietudine l’escalation di violenza contro i manifestanti pacifici in Siria. Si appella alle autorità siriane affinchè fermino immediatamente la repressione”.

Ma nel Paese rischiano di incrinarsi i rapporti tra Damasco e l’Occidente. Il ministro degli esteri Walid Mouallem ha ammonito gli ambasciatori di Usa e Francia, Robert Ford e Eric Chevallier, di evitare ogni spostamento fuori dalla capitale: “Imporremo un divieto di spostarsi per più di 25 chilometri fuori da Damasco – ha detto Mouallem – se gli ambasciatori continuano a violare le disposizioni. Spero che non dovremo essere costretti a prendere simili misure… Non abbiamo espulso i due ambasciatori – ha concluso Mouallem – perchè desideriamo mantenere le migliori relazioni in futuro con i due Paesi “. Giorni fa c’erano state piccole scintille tra il governo siriano e i due ambasciatori che si erano recati nella città di Hama, dove si erano tenute aspre contestazioni e il regime aveva risposto con il pugno di ferro.

Intanto secondo il web-journal libanese ‘Al Diyar’ il presidente siriano si sta accingendo a proporre la modifica dell’rticolo 8 della costituzione, che prevede l’esclusività del partito Baath alla guida dello Stato, aprendo così la vita politica siriana ad altri partiti. Inoltre al-Assad, che a giorni dovrebbe comparire in tv, starebbe pensando di indire nuove elezioni, convitno di poter ancora contare sul sostegno della maggioranza del popolo. Ma nel frattempo continua l’escalation di violenze e la conseguente repressione governativa: secondo gli attivisti nelle carceri patrie si troverebbero almeno 12mila oppositori.

L.C.