Yemen: ancora scontri a Taiz, ucciso un manifestante. Pressioni di Berlino per dimissioni Saleh

SCONTRI IN YEMEN – Un manifestante è stato ucciso oggi a Taiz, in Yemen, e altri tre sono rimasti feriti. La notizia è stata diffusa da fonti ospedaliere.

Secondo quanto riporta l’opposizione yemenita, oggi la Guardia repubblicana, fedele al presidente, Ali Abdullah Saleh, avrebbe aperto il fuoco contro migliaia di persone che stavano manifestando per chiedere la caduta del regime di Saleh e la creazione di un consiglio di transizione.

Taiz (Ta’izz), seconda città dello Yemen, si trova 270 chilometri a sud.ovest della capitale Sana’a ed è una delle prime città ad essere insorte contro Saleh da metà gennaio di quest’anno. Il 30 maggio scorso a Taiz, nel corso si un’imponente manifestazione, sono stati uccisi, secondo le Nazioni Unite, più di 50 manifestanti.

Lo scorso 15 luglio, sempre a Taiz, sono morti sette civili e tre militari negli scontri tra i manifestanti e la Guardia repubblicana, guidata da Ahmed Saleh, figlio del presidente dello Yemen.

Ali Abdullah Saleh si trova ancora a Riad, in Arabia Saudita, dove è stato ricoverato e sottoposto a diversi interventi chirurgici in seguito all’attentato alla moschea del Palazzo presidenziale di Sana’a lo scorso 3 giugno. I portavoce del governo yemenita avevano più volte annunciato il ritorno del presidente in patria, ma questo ancora non è avvenuto, sebbene sia stato assicurato che Saleh tornerà “molto presto”. Intanto domenica 17 luglio è stato il 33° anniversario dell’ascesa al potere di Ali Abdullah Saleh, che per l’occasione ha scritto un editoriale, pubblicato da alcuni quotidiani arabi, in cui ha invitato tutte le forse politiche al dialogo. Lo scorso 7 luglio, Saleh era apparso per la prima volta in pubblico dopo l’attentato con un video messaggio registrato trasmesso dalla tv di Stato yemenita.

Il quotidiani tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung scrive oggi di pressioni da parte del governo tedesco per convincere il presidente Saleh ad abbandonare il potere. A questo scopo, Il ministro degli esteri Guido Westerwelle ha inviato un alto diplomatico in Arabia Saudita e in Yemen. Saleh sarebbe stato invitato ad accettare il piano di transizione del potere elaborato dal Consiglio di Cooperazione del Golfo. Secondo il quotidiano tedesco, Saleh sarebbe propenso a lasciare, ma la sua famiglia starebbe cercando di dissuaderlo.

Redazione