Bruxelles: i leader dell’Eurozona trovano l’accordo per salvare la Grecia

BRUXELLES: SALVATAGGIO GRECIA – I leader dei Paesi dell’Euro hanno finalmente raggiunto un accordo sul salvataggio della Grecia, ieri a Bruxelles. “La dichiarazione dei Capi di Stato e di governo della zona Euro e delle istituzioni europee è stata approvata”, ha annunciato su Twitter il Presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy.

“Un piano Marshall per la Grecia”, hanno chiesto al vertice di ieri i leader dei 17 Paesi dell’Eurozona. Sul tavolo c’era non solo la crisi greca, ma anche e soprattutto il rischio di contagio ad altri Paesi, così come il futuro dell’Euro.

I leader europei hanno concluso che quello della Grecia è un caso unico nella sua gravità nella zona euro, per questo motivo è stata necessaria una soluzione eccezionale. “Abbiamo deciso una comune risposta – ha detto Van Rompuy – il nostro obiettivo è migliorare la sostenibilità del debito greco, fermare il rischio contagio, rafforzare gli strumenti nella gestione della crisi dell’Eurozona“.

Anche il Fondo monetario internazionale parteciperà al finanziamento del nuovo piano di aiuti alla Grecia.

Il pacchetto di aiuti alla Grecia, concordato ieri sera dai leader della zona dell’euro, comprende varie misure per un ammontare complessivo di 160 miliardi di euro. Tra queste, c’ un nuovo prestito di 109 miliardi da parte di Unione europea e Fondo Monetario Internazionale, che si va ad aggiungere a quello di 110 miliardi già varato nel 2010. Altri 37 miliardi verranno dai privati (banche, fondi assicurativi e fondi di pensione) su base volontaria, attraverso operazioni di debt-swap e rollover, entro il 2014, cui si aggiungeranno più di 12 miliardi di euro di buy-back.

I privati parteciperanno al salvataggio della Grecia per una cifra pari a 135 miliardi di euro in 30 anni, ha detto il presidente francese Nicolas Sarkozy.

E’ stata aumentata la durata dei prestiti del fondo “salva Stati” (Efsf, European financial stability facility) ai Paesi in difficoltà, come Grecia, Portogallo e Irlanda, che passa da 7,5 a 15 anni. Allo stesso tempo viene ridotto il tasso di interesse sui prestiti che passa dall’attuale 4,5%-5,8% al 3,5% circa. Si allarga dunque il fondo “salva Stati” (Efsf), che aumenta anche la propria flessibilità e potrà intervenire per finanziare la ricapitalizzazione delle istituzioni finanziarie con prestiti ai governi, anche non coperti da programma di aiuti, e acquistare il debito dei Paesi in difficoltà sul mercato secondario (cioè acquistando titoli di Stato). Questo sarà possibile solo se la Banca centrale europea riterrà che sussistano circostanze eccezionali e purché ci sia l’unanimità dei governi. Per consentire al fondo Efsf l’intervento sul mercato secondario, sarà necessario modificarne lo statuto. L’acquisto di obbligazioni da parte del fondo Efsf servirà per aiutare le banche che hanno in portafoglio i titoli deprezzati dei Paesi in crisi. Questa misura è stata considerata un primo passo per la creazione di eurobonds (tanto voluti da Tremonti).

Riguardo alla parte di aiuti che arriveranno dal settore privato, c’è il rischio che scatti il “default selettivo e parziale” della Grecia da parte delle agenzie di rating. Ciò dipenderà dal modo in cui le agenzie di rating valuteranno il buy-back delle singole obbligazioni greche. Per ovviare a questo inconveniente, l’accordo prevede che gli Stati membri diano alla Bce le garanzie necessarie attraverso il fondo salva stati (Efsf). Per alcuni giorni di default selettivo si stimano necessarie garanzie tra i 20 e i 30 miliardi di euro.

Anche a questi fini, nell’accordo approvato ieri a Bruxelles si sollecita la Commissione europea a presentare una proposta per ridurre il peso delle agenzie internazionali di rating.

Nell’accordo sono poi stati riformati i fondi strutturali europei, per un miliardo di euro, con l’obiettivo di favorire l’occupazione e la crescita economica della Grecia. Qui sta quello che è stato definito “Piano Marshall” (dal nome del piano messo a punto dagli Stati Uniti dopo la Seconda guerra mondiale per la ricostruzione dell’Europa).

I leader dell’Eurozona si sono poi impegnati ad approvare rapidamente il pacchetto sulla nuova governance economica, per rafforzare il Patto di stabilità e introdurre nuovi strumenti di sorveglianza del bilancio dei Paesi europei.

Il residente della Commissione europea, José Manuel Barroso si è dichiarato soddisfatto dell’accordo raggiunto: “E’ la prima volta dall’inizio di questa crisi che possiamo dire che la politica e i mercati si ritrovano insieme; avevamo 24 ore per rispondere a una situazione gravissima che ha messo a rischio la stabilità finanziaria dell’Eurozona: ora abbiamo un pacchetto di misure molto credibile”

Il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy ha ribadito che “la crisi era grave” e che “poteva essere risolta solo al massimo livello”, quello del vertice dei capi di Stato e di governo da lui appositamente convocato. “Non potevamo permettere che una situazione così difficile diventasse pericolosa, una crisi di fiducia e una minaccia per l’insieme dell’Eurozona e per la ripresa economica”, ha concluso Van Rompuy. Mentre il premier greco George Papandreou ha affermato che l’accordo crea “un percorso sostenibile per la Grecia e per la gestione del debito greco”.

Ha espresso soddisfazione, per “il nuovo impegno degli Stati membri per garantire la stabilità finanziaria dell’Eurozona”, anche il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, che ha definito l’accordo “fondamentale” per la gestione del debito greco. Trichet ha anche escluso l’ipotesi di default selettivo per la Grecia riguardo al coinvolgimento dei privati nel piano di aiuti, che, comunque, sottolinea, sarà su base “volontaria e non obbligatoria” e per il quale, spiega, sono state approntate misure per far fronte ad ogni ipotesi.

Anche il nuovo direttore generale dell’Fmi, Christine Lagarde, che ha partecipato al vertice di ieri a Bruxelles, ha accolto con favore l’accordo raggiunto dai leader dell’Eurozona per il salvataggio della Grecia: si tratta di “una soluzione complessiva per la Grecia e per l’Eurozona nel suo insieme”, ha commentato Lagarde. Il direttore dell’Fmi ha poi evidenziato l’importanza delle condizioni finanziarie più favorevoli offerte ai Paesi, sottoposti ai programmi di risanamento, con l’estensione della durata dei prestiti e la riduzione dei tassi d’interesse relativi. Le decisioni prese dal vertice, ha affermato Lagarde, “avranno un impatto positivo non solo per la Grecia e per l’Europa, ma anche più in generale per l’economia mondiale“.

Christine Lagarde incontrerà il ministro delle finanze greco Evangelos Venizelos il 25 luglio prossimo, su richiesta della Grecia.

Redazione