La giustizia canadese decide di estradare Lai Changxing

IL CANADA E LA CINA – La giustizia federale del Canada ha aperto la via ieri ad una rapida estradizione verso la Cina dell’uomo più ricercato dalle autorità cinesi, Lai Changxing, accusato di corruzione su vasta scala. Giovedì scorso infatti, a Vancouver, il giudice canadese Michel Shore ha rifiutato di dare seguito alla domanda più volte inoltrata da Lai Changxing di mettere fine alla sua procedura di estradizione, malgrado quest’ultimo abbia più volte ribadito il timore di essere torturato e giustiziato nel proprio paese. In virtù delle garanzie fornite dal governo cinese, infatti, che si sarebbe impegnato a non condannare a morte, né a torturare l’imputato, il giudice Shore ha ritenuto che Lai non possa fare appello ad una sospensione della procedura di estradizione.

L’avvocato di Lai, David Matas, ha dichiarato che a questo punto non vi sarà possibilità di presentare ricorso e che il suo cliente sarà costretto a  fare ritorno in Cina, forse domani stesso. La saga di Lai Changxing, che si oppone da 12 anni alla sua estradizione dal Canada, sembra quindi essersi definitivamente conclusa. In un comunicato inviato dal Ministero degli Affari esteri cinese, la Cina si è felicitata della decisione presa dalla giustizia canadese che le permetterà finalmente di condurre Lai di fronte al tribunale.

Lai Changxing era fuggito dalla Cina verso il Canada nel 1999 insieme alla sua famiglia. Qui aveva domandato lo statuto di rifugiato asserendo che dietro le accuse mosse contro di lui in Cina vi fossero principalmente delle motivazioni politiche. La Cina lo incolpa di aver sottratto allo Stato cinese svariati milioni di dollari in tassi ed imposte e di aver corrotto numerosi esponenti del governo. Da parte sua, in un’intervista accordata nel 2009 al Globe Mail, Lai ha riconosciuto di essere sfuggito al pagamento delle tasse approfittando di alcune faglie nel sistema giuridico, ma si è sottratto all’accusa di corruzione.

Flavia Lucidi