La Norvegia il giorno dopo gli attentati

Interventi dopo l'attentato

NORVEGIA ATTENTATI – Con questo attacco, la Norvegia perde la sua innocenza. È il commento che Harald Stanghelle fa sulle colonne dell’Aftenposten. Un commento ancora a caldo, con la conta dei morti che non si arresta e le indagini in corso. Scartata la pista islamica, ad essere arrestato è stato un 32enne di estrema destra, fondamentalista cristiano, di nome Anders Behring Breivik. Uno sviluppo che sulle prime ha sorpreso, ma che in realtà non cade come un fulmine a ciel sereno.

Sia la polizia norvegese che l’Europol negli ultimi tempi avevano diramato allarmi precisi: il mix composto da crisi economica, xenofobia, aumento dell’immigrazione poteva produrre una miscela esplosiva. È forse ancora presto per dire con certezza che l’attacco di ieri in Norvegia va ricondotto a tutto questo, ma non è presto per dire che la minaccia dell’estremismo di destra è sempre stata ritenuta pericolosa.

Anche perché la polizia sapeva di contatti tra gli estremisti di destra norvegesi e alcuni gruppi criminali: un modo per accedere alle armi. La rete degli estremisti va da Oslo, a Stoccolma, arriva in Russia. Molte cose restano però da chiarire, ha dichiarato la polizia. Il quadro è solo agli inizi.

Ma intanto per la Norvegia quello di oggi è stato un risveglio terribile. Mentre tutti gli occhi erano concentrati sul centro di Oslo devastato dall’esplosione, nell’isola di Utøya si consumava un dramma ancora più agghiacciante in termini di vittime. Il premier Stoltenberg ha parlato di tragedia nazionale, di un incubo, e ha cercato di calmare il paese, dichiarando che ormai tutto è sotto controllo. Roger Andersen, vice capo della polizia, promette che a Oslo la vita tornerà quella di prima.

Ma i segni resteranno. Per la Norvegia, scrive ancora Harald Stanghelle, quello che è accaduto ieri può essere paragonato all’omicidio Palme in Svezia, quando nel febbraio del 1986 l’allora primo ministro fu assassinato. A Oslo la violenza, l’estrema violenza, non è più un fattore estraneo: è entrato dentro casa, dentro le vite. E così come nell’omicidio Palme, anche quello che è accaduto ieri in Norvegia viene percepito come un attacco alla democrazia. Sono i bersagli scelti a dirlo: i palazzi governativi, e soprattutto un campo estivo per giovani laburisti. Cambierà la democrazia norvegese? Cambieranno le leggi? Cambierà la società? Gli effetti degli attacchi di ieri andranno valutati sul lungo periodo. Sui giornali del paese scandinavo si versa inchiostro per dire che la Norvegia tornerà quella di prima, con i suoi valori intatti. La vera sfida è questa.

Antonio Scafati