Anonymous Italia: attaccata la task force della polizia contro crimine online

ANONYMOUS ITALIA – Il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche (Cnaipic) della polizia italiana è stato attaccato da hacker appartenenti alla sfera di Lulzsec e Anonymous, già responsdabili di precedenti attacchi informatici, come quello alla Cia. I pirati del web hanno annunciato di voler pubblicare tutti i documenti online riguardanti i rapporti dell’Italia con altri Paesi. In un comunicato gli hacker hanno annunciato di voler “rivelare alcuni fra i più importanti rapporti e segreti nelle Agenzie di law Enforcement Informatiche e le loro pratiche illegali e amorali. Queste release saranno pubblicate e tweettate da tutta la community LulzSec & Anonymous. Oggi abbiamo ottenuto l’accesso al vaso di Pandora delle agenzie anticrimine Italiane e crediamo che questo sia l’nizio di una nuova era di butthurt per la possente Homeland Security Cyber Operation Unit in Europa. Quindi abbiamo deciso di diffondere tutto quello che hanno nella rappresentanza italiana”. Secondo alcune indiscrezioni nelle mani dei pirati informatici ora ci sarebbero documenti di individui di origine medio-orientale, lettere di aziende e ministeri, ricostruzioni dello scandalo Madoff, piani di trivelazzioni in Vietnam da parte della Exxon e molto altro ancora. In totale si tratterebbe di circa 8 megabyte di documenti e file vari. Gli hackers hanno motivato l’attacco con la seguente motivazione, visibile in inglese sul portale Anonymus Italia: “Questa organizzazione corrotta ha ottenuto e raccolto le prove dalle proprietà sequestrate a innumerevoli sospetti operanti nel settore dell’informatica e le ha usate nell’arco di molti anni per compiere operazioni illegali con la cooperazione di agenzie di intelligence straniere e varie oligarchie per saziare la loro brama di potere e soldi, anziché usare i dati ottenuti per facilitare le inchieste/indagini in corso. Oggi riveliamo innumerevoli file da queste agenzie che abbiamo ownato, e per essere chiari tutti questi dati/documenti erano archiviati sui server del Cnaipic, deputati a contenere le prove raccolte nelle analisi forensi”.

L’attacco giunge poche settimane dopo l’arresto di tre esponenti della cellula italiana Anonymous e vengono annunciate nuove azioni dimostrative.

L.C.