Debito Usa: ancora stallo tra repubblicani e democratici. Appello di Obama in tv

John Boehner e Barack Obama
RISCHIO DEFAULT USA – Ad una settimana esatta dal default degli Stati Uniti, repubblicani e democratici sono ancora distanti dal trovare un accordo. Ieri il Presidente Barack Obama ha parlato in diretta dalla Casa Bianca con un discorso di 15 minuti trasmesso in tv alle nove di sera.

Obama ha accusato di nuovo i repubblicani di mettere “a rischio l’economia con proposte che fanno solo perdere tempo“. Si è poi rivolto con un appello agli americani, chiedendo loro di “scrivere al vostro deputato” per far terminare “questo gioco pericolosissimo”, ha detto il Presidente in merito allo stallo dei negoziati per l’innalzamento del tetto del debito Usa, fissato per legge.

“Oggi i repubblicani alla Camera rifiutano un approccio che era stato di Reagan prima e poi di Bush e Clinton – ha detto Obama – e siamo a uno stallo pericoloso”. Il Presidente Usa ha messo in guardia sull’eventualità che si verifichi “il primo default degli Stati Uniti di sempre. Per la prima volta nella storia non avremmo i soldi per pagare i conti. Sarebbe un risultato sconsiderato e irresponsabile”. Obama, rivolto agli elettori repubblicani, ha sottolineato che l’ex presidente Ronald Reagan “ha alzato il tetto del debito diciotto volte”.

Il piano presentato dai repubblicani prevede l’innalzamento del debito Usa di 900 miliardi di dollari subito e con un taglio immediato alla spesa pubblica di 1.200 miliardi, per poi alzare il debito di altri 1.600 a gennaio 2012, con un ulteriore taglio alla spesa di 1.800 miliardi. Un piano che non piace a Obama, perché non risolve il problema: “ci costringerebbe a rischiare di nuovo il default tra sei mesi – avverte il Presidente – e non eviterebbe i rischi per il nostro credit rating. Tra sei mesi la Camera (a maggioranza repubblicana ndr) ci minaccerebbe nuovamente con il default se non accettassimo il loro piano fatto di soli tagli. L’economia sarebbe in ostaggio“.

Obama preferisce, invece, il piano presentato al Senato dal capogruppo democratico Harry Reid, una manovra unica da 2.700 miliardi; che comunque non risolve i problemi della spesa sanitaria e per le pensioni. Il Presidente Obama ha tuttavia confidato che è ancora possibile trovare un compromesso e citando Thomas Jefferson, ha detto: “Il mondo intero ci sta guardando”.

Immediata è stata la risposta dello speaker della Camera, il repubblicano John Boehner, anche lui con un messaggio alla nazione trasmesso in diretta tv poco dopo il discorso di Obama. Boehner è tornato ad insistere sui tagli drastici alla spesa pubblica e ha criticato il piano presentato dai democratici al Senato. “Il presidente ha più volte detto che vuole un approccio equilibrato che a Washington significa, noi spendiamo di più e voi pagate di più”, ha accusato Boehner. “La triste verità è che il presidente voleva un assegno in bianco sei mesi fa e vuole un assegno in bianco adesso. E questo non succederà”, ha detto secco lo speaker della Camera dei Rappresentanti. L’unica soluzione per Boehner è accettare il piano dei repubblicani: “Se il presidente lo firma – ha detto – l’atmosfera di crisi che ha creato scomparirà. Il tetto del debito verrà alzato”.

Il compromesso tra democratici e repubblicani è dunque ancora lontano, mentre si avvicina minacciosa la data del 2 agosto, quando in assenza di un accordo sull’innalzamento del tetto del debito Usa, fissato per legge, gli Stati Uniti rischieranno l’insolvenza e il taglio del rating da parte delle agenzie internazionali.

Redazione