Inchiesta P4, Milanese si dice innocente: “I magistrati mi perseguitano”

Marco Mario Milanese

MILANESE SI DICE INNOCENTE – Si trova nel pieno della bufera Marco Mario Milanese, ex consigliere politico del ministro dell’Economia Giulio Tremonti indagato nell’inchiesta della Procura di Napoli sulla loggia P4. I magistrati partenopei hanno richiesto alla Camera di poter procedere all’arresto e, in attesa che la Giunta per le autorizzazioni esamini la questione, il deputato del Pdl ha consegnato la propria memoria difensiva. Nel documento Milanese, rispolverando una formula particolarmente amata dagli esponenti della maggioranza, ha dichiarato che quella avviata nei suoi confronti è un’azione giudiziaria che “assume la veste della persecuzione” e lamenta di aver subito un “trattamento diseguale rispetto alla generalità dei casi”.

Milanese sottolinea “la mancanza e la gravità degli indizi che sono il necessario presupposto alla misura cautelare richiesta” e “la deficienza, anche in termini di concretezza, delle esigenze cautelari poste a fondamento dell’ordinanza del giudice delle indagini preliminari di Napoli”. Il deputato precisa poi che comunque non si tratta di “un complotto ordito dalla magistratura” ma che nella vicenda “si intravede” un intento persecutorio “perché “nei confronti di un parlamentare, si mostra maggior acredine, rispetto alla norma, nella valutazione unilaterale sia dei fatti oggetto di accertamento sia ritenendo sussistenti le esigenze cautelari attraverso una forzatura interpretativa dei fatti e della concretezza del pericolo che la legge non consente e che, se non si fosse trattato di un appartenente alla Camera, certamente non ci sarebbe stato”.

Infine Milanese ha scritto che nei suoi confronti è stata messa in atto “una campagna stampa particolarmente feroce” così che “anche semplici vicende personali ed economiche” sono apparse come “frutto di corruzione o finalizzate esse stesse all’illecito”. “Si è finito per dare per scontato – conclude – che all’interno delle mie cassette di sicurezza si trovino 11 milioni di euro e che io potessi essere il deus ex machina di tutte le nomine” ma “così non è”.

Redazione online